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Il presidente Sergio Mattarella “non ha mai posto obiezioni determinanti, al massimo può suggerirci delle cautele”. Lo ha detto il ministro Paolo Savona rispondendo ad una domanda sui colloqui tra il capo dello Stato ed il governo sulla manovra.
Le agenzie di rating  – ha detto in un altro passaggio del suo intervento a List di Mario Sechi e rispondendo a una domanda su Fitch – “hanno scritto che eventuali problemi verrebbero fuori dopo il 2019. Quindi c’e’ tempo di riflettere, nel 2019 ci sara’ un nuovo parlamento europeo, nuove istituzioni europee”. Per Savona tale stima e’ stata comunque “molto cautelativa”, considerando anche che devono tenere conto del fatto che “siamo aggrediti dalla stampa conservatrice”.
Mario Draghi “non ha posto il tema della riforma strutturale” della Bce – è la critica del ministro Savona interpellato sul mandato di Draghi a Francoforte – e per questo “il mio giudizio e’ negativo”. Savona invece da’ un giudizio positivo su Draghi per aver avviato l’acquisto dei titoli pubblici. “Ma se ci sono voluti tre anni dopo la crisi, questo vuole dire che la Bce non ha un vero potere. E anche su questo divergiamo con Draghi nel giudizio””, ha aggiunto.



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