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CRONACA

Pubblicato il: 03/10/2018 12:19
Dodici anni di reclusione con l’aggravante dell’odio razziale e del porto abusivo d’armi. E’ la condanna stabilita dalla Corte di Assise di Macerata per Luca Traini, il 29enne autore, lo scorso 3 febbraio, della sparatoria a Macerata contro diversi migranti in cui rimasero ferite sei persone. La Corte ha così accolto la richiesta della Procura nel processo con rito abbreviato che si è svolto a porte chiuse.
LE SCUSE – “In carcere ho capito di aver sbagliato e che non esistono differenze tra neri e bianchi”, aveva detto in Aula Traini leggendo da un foglio. “Non provo nessun odio razziale”, spiegava, dicendo di aver voluto “fare giustizia contro i pusher per il bombardamento di notizie sullo spaccio diffuso anche a causa dell’immigrazione: anche la mia ex fidanzata – aveva affermato – assumeva sostanze”, come Pamela Mastropietro, la ragazza romana fatta a pezzi e chiusa in due trolley abbandonati nella campagna di Macerata. Infine Traini ha chiarito di aver avuto “un’infanzia difficile” ma non sono né “matto” né “borderline”, ha detto.

AVVOCATO TRAINI ANNUNCIA RICORSO – “Ritengo eccessiva l’entità della pena per la qualificazione giuridica dei fatti e cioè per la ritenuta sussistenza di una fattispecie come quella della strage”. E’ quanto afferma all’Adnkronos il legale di Luca Traini, Giancarlo Giulianelli, in merito alla sentenza.
“Attendiamo la stesura della motivazione – prosegue il legale – e ricorreremo in appello”. Secondo l’avvocato Giulianelli anche le accuse di razzismo sarebbero infondate: “Luca non è un razzista -sottolinea- non voleva colpire quelle persone in quanto di colore ma in quanto spacciatori cosa sicuramente sbagliata ma non dettata da motivi razziali”.

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