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 (Afp)

 Il primo ministro britannico Theresa May

Se i Tory non supereranno le loro divisioni, “rischiamo di finire senza una Brexit, del tutto”: è l’avvertimento lanciato dalla premier britannica, Theresa May, nel discorso conclusivo al congresso dei conservatori, a Birmingham. All’indomani del durissimo attacco di Boris Johnson al suo piano per l’uscita dall’Ue, la titolare di Downing Street ha lanciato un appello all’unità del partito, spiegando che l’alternativa sono le elezioni anticipate auspicate dai laburisti pronti a “qualunque accordo” con Bruxelles e anche a una nuova consultazione sulla Brexit.
No al referendum riparatore
La May ha ribadito che con lei “non ci sarà un secondo referendum”, come invece chiede l’opposizione, perché sarebbe “un voto dei politici che chiedono un risultato differente” e non un “voto popolare”. Se i Tory mantengono “il sangue freddo”, ha assicurato, lei potrà strappare un accordo con l’Ue “fruttuoso per il Regno Unito”.
Entrata sul palco ballando al ritmo di “Dancing Queen” degli Abba, una nuova performance sgraziata dopo quella in Kenya che le era valsa molte ironie ma pure un’ondata di simpatia popolare, la May è stata accolta da una ‘standing ovation’. E’ la dimostrazione che molti delegati non si fidano di Johnson e della sua richiesta di cestinare il piano Chequers per la Brexit ripensando completamente gli ultimi 40 anni di politica estera e commerciale.
“Un partito per tutti”
La May ha rivendicato i risultati ottenuti sul fronte dell’economia, con il rigore di bilancio che ha consentito l’avvio di un calo del debito pubblico, e della politica estera. Poi ha promesso di fare dei Tory “un partito per tutti”, con nuove risorse per la sanità e l’edilizia e un congelamento delle accise sul carburante. La premier ha bocciato la ricetta del rivale laburista, Jeremy Corbyn abase di spesa pubblica e ri-nazionalizzazione sostenendo che impoverirebbe il Paese.
Boris Johnson (Afp) 

Un giamaicano per Londra
A sei mesi dall’uscita dall’Ue, il Paese e il Partito Conservatore sono di fronte a “un momento cruciale”, ha ammonito. “Siamo un partito moderato e patriottico”, ha aggiunto la premier, se stiamo “insieme non c’è ostacolo che non possiamo superare. Costruiamo un futuro migliore per la Gran Bretagna”, ha concluso prima di ricevere l’abbraccio del marito Philip sul palco e un lungo applauso.
Ad ascoltarla c’era anche il 40enne Shaun Bailey, nato in una famiglia giamaicana e pro-Brexit, di cui è stata ufficializzata la candidatura a sindaco di Londra.
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