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Non so se ci avete fatto caso, ma Matteo Salvini ama indossare divise. Pubblicamente. In principio furono le felpe che gli servivano a ricordarsi dove si trovava. Poi, anche prima di salire al Viminale, le polo della Polizia. Dei Vigili del Fuoco. Dei Carabinieri. Tanto che viene da pensare: se proprio voleva essere applaudito en travesti, invece che in politica non poteva entrare direttamente nei Village People?La notizia è però un’altra: si tratta di una malattia contagiosa. Trasversale. Inarrestabile. Il sottosegretario alla Difesa Tofalo, quivi abbigliato come Totò e Peppino alle Grandi Manovre, pochi giorni fa ha vestito la tuta di elicotterista in quel di Decimonannu. Poi, non pago dell’esperienza da Tom Cruise del cambiamento, ha ricevuto i vertici dell’Esercito e ha preteso di portarne l’uniforme mimetica, comprensiva di fucile mitragliatore, “per capire cosa si prova”.Inadeguatezza, è auspicabile. La passione del sottosegretario per i soldatini non è nuova. Anni fa intimò al cosiddetto Parlamento illegittimo – che era ovviamente legittimissimo – di prepararsi alla fuga da Montecitorio a bordo di elicotteri (aridanga). Magari con la Cavalcata delle Valchirie in sottofondo. O più probabilmente con la colonna sonora de La dottoressa ci sta col Decimo Bersaglieri.Inoltre, nel 2016 girava per la Turchia insieme a una tizia che pare trafficasse in armi, scopo intervista a un golpista islamico. Senza peraltro violare legge alcuna. Ma con uno spirito di iniziativa e di scoperta che ora è finalmente in bella mostra al servizio del Paese. Anzi: mostrina.Morale: il Sottosegretario Playmobil non va deriso, ma ringraziato. Perché in giornate cupe come queste, con questa bella arietta da Ventennio postmoderno, arriva a ricordarci che siamo sì il Paese di Mussolini. Ma anche di Alberto Sordi. Quello di “Finché c’è guerra, c’è speranza”. E, anzi, nel video con cui rivendica su Facebook la mascherata, notevolissimo anche per le controscene dei militari, costretti a scenografare un siparietto di plateale malagrazia, è rintracciabile un sincero afflato per la sperimentazione che lo rende gradevole, simpatico.Famiglio. Di più: potenzialmente paradigmatico. A questo punto, “per capire cosa si prova”, Di Maio potrebbe provare ad agghindarsi da lavoratore. Rocco Casalino da addetto stampa. Alessandro Di Battista da libro.E Giuseppe Conte addirittura da Presidente del Consiglio.Sempre se Salvini accetta di prestargli i vestiti.



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