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TORINO –  Non diciamo, adesso, che la Juve senza Ronaldo funziona meglio e che Dybala senza Cristiano è un altro. Lo Young Boys, battuto nettamente e manifestamente inferiore, non è un test attendibile. Probabile che CR7 ne avrebbe fatto polpette, aggiornando le sue strabilianti statistiche in Champions League, però questa era una di quelle occasioni in cui Allegri può tranquillamente fare a meno di lui, perché la differenza tra i campioni d’Italia e quelli di Svizzera è siderale ma soprattutto perché la Juve ha oramai una maturità europea totalmente compiuta, realizzata. In coppa gioca con serena autorevolezza, non cede alle mollezze che talvolta la coinvolgono in campionato, dove tutto è davvero troppo facile, e riesce nitidamente a imporre la legge del più forte. In Champions non è così scontato, basta vedere quanto si sta dannando il Manchester City, teoricamente la squadra migliore del mondo: eppure ha strappato a fatica tre punti in due partite.Per Dybala il discorso è invece leggermente differente. Con Cristiano non si è ancora saldato, né tecnicamente né caratterialmente, ed è chiaro che gli effetti li stia pagando in particolare l’argentino, che tuttavia sta lentamente trovando spazio e già prima di oggi aveva ritrovato il gol. Non è un caso che stavolta, con tutta la libertà del mondo (anche mentale) e senza assilli, abbia felicemente scorrazzato per il campo e segnato una tripletta da bomber puro. In più, ha colto un palo in avvio di ripresa e lo scarsissimo arbitro russo Karasev gli ha negato un rigore per un fallo evidentissimo di Von Bergen. Allineare Dybala e Ronaldo è la missione che Allegri si sta dando. Se la centra, cosa può esistere al mondo di migliore della Juve?repApprofondimento



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