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WASHINGTON – Gli Stati Uniti mettono fine unilateralmente al “trattato di amicizia Usa-Iran”, un accordo siglato nel 1955 (dunque prima della rivoluzione degli ayatollah), tuttora in vigore nonostante le crescenti tensioni tra i due Paesi. Proprio ricorrendo a questo trattato, nelle scorse settimane l’Iran aveva fatto ricorso alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja chiedendo di pronunciarsi sulla regolarità delle sanzioni imposte dall’amministrazione Trump. E l’Aja oggi aveva criticato le sanzioni, stigmatizzandone l’illegittimità proprio in virtù del Trattato.”L’Iran usa la Corte di giustizia per fini politici”, ha attaccato Pompeo. E tra le motivazioni del gesto, in qualche modo storico vista la durata del trattato, adduce la responsabilità di Teheran nei recenti attacchi alle sedi diplomatiche americane in Iraq, a Bagdad e a Bassora. Siglato dai due Paesi nel 1955, quando alla Casa Bianca sedeva Dwight Eisenhower e il primo ministro iraniano era Hossein Ala (governo insediato dal colpo di stato orchestrato dai britannici e dalla Cia per far ritornare lo shah), il trattato in 23 articoli mette l’accento sui rapporti d’amicizia, il commercio bilaterale, gli investimenti e i rapporti consolari. Servi allora ad agevolare gli investimenti stranieri in Iran e da allora ha regolato le relazioni bilaterali tra Usa e Iran. Tra l’altro, prevedeva che le dispute eventuali tra Washington e Teheran venissero regolate dalla Corte internazionale di giustizia. Cosa che oggi è avvenuta, per l’ultima volta.Gli Usa continueranno a fornire assistenza umanitaria all’Iran, ha aggiunto Pompeo – rispondendo alle ingiunzioni dell’Aja – ma ha accusato tuttavia Teheran di sprecare soldi che potrebbe usare per aiutare il suo popolo.Sul fronte della guerra in Siria, Pompeo ha stigmatizzato le azioni dei russi. “La consegna di sistemi antimissilistici russi alla Siria è una escalation seria”, ha detto. Mosca ha annunciato la fornitura di S-300  e oggi il ministero della Difesa ha pubblicato il video in cui le quattro batterie vengono scaricate di notte da un velivolo An-124-100 Ruslan, nella base aerea di Khmeimim. “Il sistema migliorerà la sicurezza dei militari russi in Siria”, ha detto il ministro della Difesa Serghei Shoigu in un incontro con il presidente Vladimir Putin, trasmesso dal canale federale Rossiya 24.  



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