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John Elkann e la moglie Lavinia Borromeo (Fotogramma)

Pubblicato il: 14/09/2018 13:07
“Caro amico, va in pace”. Si è concluso così, accompagnato da un lungo applauso il saluto che il presidente di Fca, John Elkann, commosso, ha voluto rivolgere all’ex ad, Sergio Marchionne, nella celebrazione eucaristica celebrata in Duomo a Torino per ricordare l’ex manager scomparso lo scorso 25 luglio in Svizzera.
“Quello che mi ha colpito di te, Sergio, fin dall’inizio sono state le tue qualità umane, la tua generosità e il tuo modo di capire gli altri – ha detto Elkann – Ho imparato, standoti vicino in tanti anni, che la vita non ha un punto di arrivo oltre il quale non c’è più niente, la tenacia con cui perseguivi una pista che solo tu vedevi e aprivi, tirandoti dietro poi compagni di strada entusiasti. Dicevi ‘io sono un metalmeccanico’ consapevole che da solo non avresti raggiunto i traguardi che hai tagliato”. “Per me sei stato una persona con cui confrontarmi e di cui fidarmi, soprattutto un amico. Hai insegnato a tutti noi a pensare diversamente, ad avere il coraggio di cambiare e di fare. A non avere paura”, ha concluso.

Sottolineando che la celebrazione in Duomo per ricordare Marchionne ” è un omaggio della città per lui, in segno di rispetto e di cordoglio, un abbraccio alla sua famiglia e ai suoi parenti, che sono venuti dall’Abruzzo e un po’ da tutt’Italia e che salutiamo con affetto, un saluto commosso di chi ha lavorato con lui e ha condiviso anni intensi e indimenticabili”. Elkann, con voce rotta dalla commozione, ha proseguito sottolineando che “in occasioni come questa non si può che parlare della vita. Delle varie forme in cui la vita si manifesta, si scopre, ti sorprende”.
“Guai a sostare un attimo, a tirare il fiato dopo una conquista, perché la vita non si ferma, si muove in continuazione, ed è sempre da scoprire, avanti, più avanti. Mai uguale a se stessa. Imprevedibile, ogni volta, e imprevista – ha osservato – ho imparato, standoti vicino, Sergio, in tanti anni che la vita non ha un punto d’arrivo oltre il quale non c’è più niente”, ha concluso prima di stringere in un abbraccio la compagna del manager scomparso.
Torino e l’Italia hanno reso omaggio a Marchionne con una cerimonia solenne in Duomo, officiata dall’arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia. Ad assistere alla celebrazione, in una cattedrale stracolma, accanto alla compagna Manuela, e a numerosi parenti giunti dall’Abruzzo, paese di origine del manager, i vertici del Gruppo, oltre a John Elkann e alla moglie Lavinia, l’ad Mike Manley, i manager delle diverse società tra cui L’ad di Ferrari Louis Clementi, la presidente di Cnh Suzanne Heywood, delegazioni di operai dei diversi stabilimenti italiani di Fca, Cnh e Ferrari tutti con la tuta da lavoro, esponenti dei diversi rami della famiglia Agnelli, rappresentanti istituzionali, del mondo economico, industriale, sindacale, politico e sportivo.
Tra questi il prefetto di Torino, Renato Saccone, in rappresentanza del Governo, il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, la sindaca Chiara Appendino. E ancora gli ex premier Mario Monti e Matteo Renzi, il comandante generale dei Carabinieri, Giovanni Nistri, il questore di Torino, Francesco Messina. Per il mondo industriale ed economico, tra gli altri, il presidente di Brembo Alberto Bombassei, il presidente di Generali, Gabriele Galateri con la moglie Evelina Christillin, Raffaele Ierusalmi ad di Borsa Italiana, l’ad di UniCredit Jean Pierre Mustier, Luca De Meo, ad di Seat, Elio Catania, Marco Tronchetti Provera, gli ex manager del Gruppo, Alfredo Altavilla, Paolo Monferrino. E ancora, Gianluigi Gabetti legato da profonda amicizia a Marchionne e l’ex avvocato della famiglia Agnelli, Franzo Grande Stevens. In Duomo anche il presidente della Juventus, Andrea Agnelli e l’allenatore Massimiliano Agnelli. Per il sindacato il segretario nazionale Fim, Ferdinando Uliano e il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo.
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