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La radicalizzazione di Alagie nel campo libico di Sabratha L’anteprima sul Messaggero Digital
di Sara Menafra
dal nostro inviatoNAPOLI C’è una «cellula estremista islamica, pronta effettivamente a commettere azioni terroristiche sul territorio italiano», attorno al ventunenne gambiano Alagie Touray, fermato venerdì con l’accusa di terrorismo. Un gruppo che «istruisce i soldati e li manda a compiere attentati» e con cui il ragazzo sarebbe venuto in contatto in parte in patria, grazie a un suo «amico» membro della medesima organizzazione e in parte, o forse soprattutto, durante la permanenza in Libia a Sabratha, non lontano da Sirte, zona controllata a lungo proprio dall’Isis: «È da non sottovalutare – scrive il gip – che Touray è stato a lungo in un campo libico e ha nei suoi appunti due utenze libiche, ha avuto modo di dimostrare la sua fede e di tessere legami che ha mantenuto una volta giunto in Italia».
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