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“Un libro sulla maternità, intesa non soltanto in senso procreativo, ma anche come indicazione di una strada per aiutare gli altri”, dice Isabella Schiavone, autrice di Lunavulcano (Lastaria), un romanzo breve e intenso- segnalato tra gli altri per il premio Strega 2018 – che parte da due donne. Si incontrano casualmente, giocando in forma anonima su Ruzzle, quel rompicapo digitale che gioca con le parole e che pagina dopo pagina si trasforma in metafora della vita. Sì, perchè attraverso i giochi di parole, si snodano i significati, e le due esistenze – apparentemente molto lontane, sia socialmente sia emotivamente – finiscono per aprirsi l’una all’altra, svelando ognuna la parte più nascosta di sé.  

Da una parte c’è Isabella, giornalista impegnata nel sociale e spesso in viaggio verso l’Africa, una mèta del cuore, che le dà la possibilità di riflettere sul senso profondo dell’essere madre. Dall’altra Lunavulcano (nickname per Maria), un’esistenza scandita dal lavoro e dalla famiglia, con poche occasioni di svago e novità. Ma non tutto è così prevedibile come sembra, e di chat in chat, di enigma in enigma, il finale a sorpresa contribuirà a modificare la percezione che ognuna ha di sé, rovesciando le cose, mescolandole, confondendole, proprio come nel gioco sullo smartphone. Come ha scritto Ludina Barzini nella sua segnalazione per il premio Strega 2018: “Isabella e Maria sono molto più vicine di quanto non sembri. La loro storia restituisce molto della condizione femminile di oggi da sempre, e spesso con dolore, divisa tra l’impegno delle responsabilità familiari e il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo”.  

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