CONDIVIDI



L’attacco lanciato da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna in Siria contro il regime di Assad è stato chirurgico. I missili hanno colpito gli obiettivi militari senza causare vittime. Secondo alcuni una semplice dimostrazione “muscolare” che tuttavia ci aiuta a capire la sofisticazione tecnologica dei moderni apparati di guerra. E quello a cui abbiamo assistito potrebbe essere solo l’antipasto di quello che vedremo nei prossimi anni.
Guerra automatizzata senza uomini sul campo 
La nuove frontiere  della ricerca scientifica militare si chiamano robotica e intelligenza artificiale. L’obiettivo reale è quello di “automatizzare” la guerra per poter fare quasi a meno degli uomini: droni sempre più evoluti, sommergibili privi di equipaggio, carri armati automatici e robot soldato sono i progetti a cui stanno già lavorando i laboratori di ricerca delle aziende collegate al dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Il video shock della Boston Dynamics 

Fantascienza? Niente affatto. Come dimostrato qualche anno fa dal video di presentazione diffuso in rete dell’androide Handle, costruito dalla Boston Dynamics. Il filmato è diventato un vero e proprio caso. Visto da milioni di persone ha alimentato forti paure su un possibile utilizzo degli androidi in campo militare. Mai come di fronte a questa macchina “infernale” l’essere umano si è sentito piccolo e indifeso.
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=-7xvqQeoA8c]
Google coinvolta nei progetti di AI delle forze armate Usa 
Altro tema molto caldo è quello dell’intelligenza artificiale. Recentemente ha fatto scalpore l’iniziativa di migliaia di dipendenti Google che hanno firmato una lettera per protestare contro il coinvolgimento della società in un programma del Pentagono che usa l’intelligenza artificiale per interpretare le immagini video e migliorare la mira negli attacchi con i droni. “Crediamo che Google non debba essere nel business della guerra” hanno scritto in una lettera invita all’amministratore delegato Sundar Pichai.
I rischi della AI in campo militare 
I progressi dell’intelligenza artificiale sono ormai evidenti in tutti i campi. Gli algoritmi stanno sostituendo gli uomini in tantissime attività, alcune delle quali molto avanzate, come per esempio gli investimenti finanziari e le diagnosi mediche. Lo stesso sta accadendo in campo militare. E questo processo sta facendo nascere problemi inediti come quello della possibile perdita di controllo della tecnologia da parte dell’uomo e dunque dell’apparato bellico.
La protesta di scienziati e imprenditori 
Contro l’utilizzo dei robot a fini militari sono scesi in campo scienziati e noti imprenditori della Silicon Valley. Tra loro anche Steven Hawking, scomparso di recente, ed Elon Musk. Secondo il fondatore di Tesla lo sviluppo incontrollato della intelligenza artificiale potrebbe addirittura portare alla distruzione del mondo.
Leader politici sempre più sensibili all’uso delle armi 
Esagerazioni? Forse. Tuttavia anche se l’uomo conservasse sempre il controllo sulla intelligenza artificiale è indubbio che gli eserciti automatizzati porterebbero a molte più guerre rispetto ad oggi. Archiviata la memoria delle ferite e dei traumi della seconda guerra mondiale e di quella del Vietnam, i leader mondiali (con in prima linea quelli occidentali) si stanno dimostrando sempre più sensibili alla tentazione dell’uso della forza.
I dubbi 
Neanche i disastri causati dagli interventi in Iraq e Libia hanno, per esempio, frenato nuove operazioni in Siria. Se un presidente come Trump potesse, già oggi, disporre di eserciti di androidi controllabili a distanza si limiterebbe a bombardare gli obiettivi strategici dalle navi e con i jet? E si limiterebbe ad intervenire solamente in Medio Oriente? 
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=JTrGUrq7BRo]
Il video pubblicato dal dipartimento della Difesa americano del lancio dei missili Tomahawk durante il bombardamento contro la Siria. Anche la guerra è diventata ormai spettacolo multimediale 

16 aprile 2018
Diventa fan di Tiscali su Facebook



Source link