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(Teleborsa) – Aiuti di Stato per Alitalia? Quanto si era da subito temuto potrebbe presto concretizzarsi con l’apertura di una procedura formale da parte della Commissione europea. Sotto indagine il prestito ponte per un totale di 900 milioni di euro disposto dal Governo italiano per favorire la ricerca di un acquirente per l’ex compagnia di bandiera colpita da dissesto finanziario e per questo motivo messa in amministrazione straordinaria.600 milioni di euro stanziati quasi un anno fa, il 2 maggio 2017, subito dopo la nomina di Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, da restituire entro sei mesi. Allungando poi, con provvedimento del 14 ottobre, il termine al 30 settembre 2018 con l’aggiunta di ulteriori 300 milioni.Una lettera contenente una serie di richieste di spiegazioni al nostro Governo sarebbe già pronta a Bruxelles e dovrebbe essere consegnata a Roma entro pochi giorni. Il frutto di una serie di indagini condotte dall’antitrust europea che sembrerebbero essersi concluse con il “sospetto” che l’intervento economico possa aver violato le regole comunitarie. E’ la terza volta dal 2000 che la Commissione europea muove sospetti di “aiuti di Stato” per Alitalia.Indagine europea avviata dai “solleciti” delle compagnie concorrenti, in primo luogo Ryanair, che non ne ha fatto mai mistero, e da quella stessa Lufthansa protagonista nei giorni scorsi assieme a easyJet e Wizz Air delle offerte preliminari tra le quali, il 30 aprile, avrebbe dovuto aver luogo la scelta definitiva, ma che il Governo uscente ha deciso di prorogare almeno fino a ottobre, se non oltre, vista la ancora incerta situazione politica a seguito del responso elettorale del 4 marzo scorso.L’apertura della procedura per aiuti di Stato, peraltro da molti ipotizzata sin dal primo momento, sarebbe stata di fatto già approvata dagli organismi interni della Commissione e molto presto sarà presentata per la firma finale ai commissari europei. Subito dopo la Commissione europea invierà la lettera a Palazzo Chigi e renderà pubblica la notizia.A Bruxelles sembrerebbe proprio che i dubbi abbiano prevalso sulle spiegazioni ricevute. Primo tra tutti l’entità dei tassi con cui il prestito è stato concesso, poiché le regole europee impongono che siano esattamente corrispondenti a quelli di mercato. A seguire la durata, che, sempre secondo le regole, non deve superare i sei mesi. E nel caso di Alitalia c’è uno “sforamento” di ben 11 mesi. E, infine, la “consistenza”.Governo italiano e Commissari di Alitalia hanno in più di una occasione dichiarato che 100 dei 900 milioni di euro complessivi del prestito ponte sono stati girati alla IATA (International Air Transport Association, organizzazione internazionale di compagnie aeree con sede a Montréal, Canada) a titolo di garanzia, mentre per il rimanente della somma non c’è stato necessità di utilizzazione, rimanendo ancora intatto a disposizione della Compagnia.Sembrerebbe che a Bruxelles siano “molto curiosi” di conoscere il perché di uno stanziamento tanto rilevante. In ogni caso, da quanto si è appreso, non dovrebbe esser richiesto nessun “congelamento” cautelare. Roma avrà poi 20 giorni di tempo per rispondere.



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