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A due mesi dai fatti di Macerata, l’orribile morte di Pamela Mastropietro, per la quale sono stati arrestati tre nigeriani, e il raid xenofobo a colpi di pistola contro i migranti di Luca Traini, il Made in Italy scende in campo per dire no alla violenza, all’intolleranza e al razzismo.    Lo ha fatto alla Mole Vanvitelliana di Ancona, dove il Festival ‘art+b=love(?)’ dedicato alla capacità dell’arte di stimolare lo sviluppo economico e sociale dei territori, ha adottato il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto come simbolo di uguaglianza e cittadinanza. Un’opera d’arte collettiva riprodotta circa 900 volte in tutto il mondo dal 1993, allestita in forma fissa nel giardino della sede dell’Onu, ma anche sulla piramide del Louvre, a Strasburgo e persino su una stazione spaziale. Ad Ancona è stata realizzata dalle imprese marchigiane dell’eccellenza, ma anche Pmi e dai loro dipendenti stranieri che hanno deposto prodotti o oggetti legati alla produzione nel Terzo Paradiso, delimitato da corde e reti marinare



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