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Finisce relativamente presto, e sicuramente male, il sogno di rimonta dell’Italia nel quarto di finale di Coppa Davis contro la Francia a Genova: a spegnerlo basta la sconfitta in quattro set 2-6 6-1 7-6 6-3, con parecchi rimpianti – di Fabio Fognini contro Lucas Pouille. La Francia conquista così il punto del 3-1 e si qualifica per la semifinale, dove incontrerà la vincente fra Spagna e Germania.  

Rimpianti, come si diceva. La partita l’ha fatta Fabio, piazzando 39 vincenti ma purtroppo commettendo anche 89 errori, Pouille alla fine è stato più solido e continuo, alternando momenti più attendisti ad accelerazioni da fondo campo, e picchiando forte con il servizio, insieme al diritto la sua arma più temibile. 

Fognini era entrato bene nel match, contro un Pouille che gli sta sì davanti in classifica (11 contro 20) ma che nel primo set è sembrato molto contratto. Ottenuto il 6-2 in 37 minuti sono iniziati però i guai. Fabio si è fatto brekkare al quarto game con uno smash mancato clamorosamente ed un errore di diritto evitabile e ha finito per farsi risucchiare nella trappola di Pouille (6-1 dopo un’ora e 8 minuti) nel mezzo del frastuono della torcida francese.  

Ma è soprattutto il terzo set quello che lascia l’amaro in bocca: Fognini infatti è riuscito a scattare avanti 3-0, rovinando però tutto una prima volta con un quinto game orrendo. Ristrappato il servizio a Pouille all’ottavo gioco è riuscito comunque a servire per il set sul 5-3, ha ceduto di nuovo il servizio, e di nuovo lo ha strappato nel game successivo.  

Il gioco decisivo però è stato il nono, quando Fabio ha avuto ben tre set point a disposizione. Sprecato il terzo con un erroraccio di diritto, dopo un net che gli aveva bloccato un primo diritto forse vincente, ha spaccato la racchetta, beccandosi un warning. Poi è riuscito a salvarsi da 0-30 nel game successivo, approdando così al tie-break. Lì però ha messo subito a suo agio l’avversario, partendo con un doppio fallo. Pouille ne ha approfittato scattando prima 4-1, poi 5-2, prima di chiudere 7-3.  

Anche nel quarto set Fabio, andato in svantaggio 4-1, ha avuto la chance di rientrare, quando ha strappato il servizio a Pouille nel settimo gioco (4-3), esaltando finalmente il centrale “Beppe Croce”. Peccato che lo abbia ceduto subito dopo e infine consentito a Pouille di alzare le mani in segno di trionfo sul 6-3 finale.  

«In Davis mi trovo spesso a dover togliere le castagne dal fuoco, e mi piace anche», ha detto alla fine Fabio. «ma così facendo qualche volta ci si brucia. Ci ho messo la faccia, ma non ci sono riuscito, come era accaduto anche in kazakistan. La Davis è fatta così, e io sono contrario a cambiarla. Pouille è molto forte, io però a 31 anni sono sereno. Ho capito che nella mia carriera ho sprecato qualcosa, sarei potuto arrivare più in alto, ma se il livello dei top-10 è questo, non mi spaventa». 

Per Corrado Barazzutti, «il match è stato deciso dagli errori di Fabio, che ha giocato con alti e bassi. Pouille sa anche cercare il punto, rallenta e accelera, non è facile. Il futuro? Credo che ci siano dei ragazzi promettenti, qui è venuto Berrettini, in Giappone c’era Fabbiano. Non ho però la palla di vetro, non so quanto diventeranno forti, anche se io credo che possano farcela. Poi prima di parlare della Davis del futuro bisogna capire che fine farà, se davvero passeranno le nuove regole».  

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