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Si chiama “Meads” (Medium Extended Air Defence System) ed è un programma missilistico che è costato ai contribuenti italiani circa 660 milioni di euro. Secondo quanto riporta La Repubblica, il progetto è stato “rottamato dopo vent’anni di progetti e test, senza nemmeno arrivare allo stadio di prototipo”. Il “Meads” è un sistema anti-aereo nato dalla collaborazione tra Italia, Germania e Stati Uniti. Per questo progetto missilistico inizialmente sono stati stanziati dai tre governi circa 2,5 miliardi di euro (contratto siglato nel 2005). Una fase di progettazione durata anni che si è avviata lentamente su un binario morto. E l’accordo a tre è stato modificato.
 
L’addio degli Usa e la Germania va avanti da sola

Nel 2010 Washington ha deciso di farsi da parte dopo che l’accordo iniziale era lievitato a 3 miliardi (inclusi 539 milioni già sborsati dall’Italia). A marzo Berlino ha deciso di andare avanti, ma da sola. “La Germania proseguirà da sola nell’impresa siglando un accordo con la Lockheed statunitense e il consorzio europeo Mbda”, specifica ancora Gianluca Di Feo su La Repubblica. Ma, come spiegò L’Espresso, “industrialmente” il Meads ha “un cuore americano perché la maggioranza dello sviluppo, e quindi dei brevetti, è stata gestita dalla Lockheed”. Sempre la Germania sarebbe interessata ad acquistare parte degli apparati italiani.
Il sistema anti-aereo è affidato al Samp/T         
Resta il problema della difesa aerea. Ma l’Italia contemporaneamente al Meads, affidato all’Aeronautica, entrò con la Francia nel consorzio europeo per il missile Samp/T. A differenza del Meads, il Samp/T è stato adottato dall’Esercito Italiano ed è entrato in servizio. Le cinque batterie che formano il sistema anti-aereo italiano sono equipaggiate con il Samp/T dell’Esercito. 

6 aprile 2018
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