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Sulla ruota dell’Olimpico esce il sei. Numero maledetto per la Roma e benedetto per la Fiorentina: sesta sconfitta casalinga in campionato (secondo peggior primato di sempre) per i giallorossi e sei vittorie di fila (evento accaduto solo nella lontana stagione 59/60) per i viola. Un miracolo, quello tinteggiato dalla formazione di Stefano Pioli, che si è materializzato subito dopo la tragica scomparsa del capitano Davide Astori: la sesta rivelazione (0-2) vede la luce nel primo tempo con le zampate di Benassi e Simeone e ingarbuglia parecchio la corsa romanista per un posto nella prossima Champions League.  

Seppure con cinque cambi di formazione rispetto al mercoledì di coppa, la Roma è ancora in Barça. Con la testa e con le gambe, soprattutto. Tanto da ritrovarsi sotto dopo appena sette minuti: difesa imbambolata, Pezzella, Saponara e Benassi passeggiano e trovano il buco giusto per perforare Alisson. Costretta a rinchiudersi dietro e ripartire di conseguenza dall’alba della gara, la Fiorentina ha il merito di incassare senza conseguenze la sfuriata romanista: un palo di Dzeko, un quasi autogol di Vitor Hugo, un’occasionissima sprecata dal balbettante Defrel e una chiusura di Laurini su El Shaarawy. Roma un po’ sfortunata, ma anche parecchio pasticciona da essere causa dell’inaspettato raddoppio viola prima dell’intervallo: Simeone taglia come il burro la coppia Manolas-Bruno Peres e infilza Alisson.  

La ripresa, con queste premesse, non può che essere un trattato di attacco (sterile) contro difesa (a oltranza). Di Francesco manda dentro Schick, Kolarov e Florenzi, Pioli a tratti rispolvera un 6-3-1 di circostanza. Nainggolan sparacchia su Sportiello, Dzeko manda a lato, le zuccate di Schick e Fazio si fermano sulla traversa: alla fine, come succede da sei partite di fila, fa festa la Fiorentina. Sorridono, anche parecchio, Inter e Lazio.  

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