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L’ex dittatore guatemalteco, Efrain Rios Montt – riconosciuto colpevole del massacro di oltre 1700 indigeni – è morto per un infarto all’età di 91 anni. Lo ha reso noto il suo legale Jaime Hernandez. Al potere dal 1982 al 1983 dopo un colpo di stato, nel 2013 fu condannato a 50 anni per genocidio e crimini contro l’umanità per il massacro di 1.741 indigeni Ixil Maya da parte delle forze di sicurezza sotto il suo comando. La Corte costituzionale del Guatemala, però, ha annullato la sentenza di condanna e ha ordinato un nuovo processo.  

Primo presidente protestante dell’America Latina, Rios Montt è anche il primo a essere stato condannato per genocidio, con sgomento degli attivisti per i diritti umani e delle vittime che da tempo cercavano di vederlo punito per atrocità durante il suo regime di 17 mesi. 
In particolare, è stato riconosciuto colpevole del massacro di 1.771 indigeni maya della comunità Ixil in 15 diverse operazioni compiute dai militari nel dipartimento nord occidentale di Quiche. Uno dei periodi più sanguinosi della guerra civile del Guatemala segnato da una campagna di terra bruciata per sradicare la guerriglia marxista portata avanti proprio dai soldati sotto il comando di Rios Montt. 

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