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WASHINGTON – Solidarietà con Londra, ma non solo. La reazione americana dopo l’avvelenamento di un ex agente russo in Inghilterra arriva a scoppio ritardato, ma in compenso la potenza è moltiplicata. Quasi il triplo delle espulsioni di diplomatici decise da Theresa May. Di lunedì mattina la decisione annunciata dalla Casa Bianca è un duro colpo alle relazioni bilaterali Usa-Russia: 60 diplomatici russi vengono espulsi, l’intero consolato di Seattle è chiuso d’autorità, per il sospetto che in quella sede i russi spiassero una vicina base di sottomarini Usa ed anche la principale fabbrica del colosso aerospaziale Boeing (che produce non solo jet passeggeri ma anche aerei militari). La sanzione arriva appena pochi giorni dopo una cordialissima telefonata Trump-Putin in cui il presidente americano si era congratulato per la rielezione del suo omologo russo. Poiché questa espulsione è molto più massiccia di quella decisa dagli stessi inglesi, continua il “doppio binario” delle relazioni Usa-Russia: la tecno-struttura (Pentagono, intelligence) costringe a fare l’esatto opposto di quel che vorrebbe Trump. Va ricordato che Trump si congratulò con Putin disobbedendo ai suggerimenti dei suoi collaboratori.Esteri



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