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Tenetevi ancor più stretti smartphone, tablet e pc quando viaggiate all’estero, perché dall’1 aprile le vostre serie preferite, i vostri appuntamenti sportivi da non perdere e i programmi tv prediletti si potranno vedere anche una volta varcati i confini nazionali. No, non è uno dei classici scherzi che tradizionalmente si fanno con l’avvento del quarto mese dell’anno: è la rivoluzione internet dell’Unione europea, che pone fine ai restringimenti geografici (noti come «geo-blocking») per lo streaming, la trasmissione di programmi audio-visivi on-line. Da domenica entra in vigore il regolamento comunitario sulla portabilità dei contenuti digitali, che rende possibile usufruire in pieno in un altro Stato membro dell’Ue degli abbonamenti sottoscritti a casa propria con Netflix, SkyGo, Amazon e servizi analoghi. Una buona notizia per tutti gli europei, tanto più che il calendario vuole che l’abolizione dei blocchi geografici coincida con la Pasqua, momento che vedrà gli europei impegnati a entrare e uscire da un Paese all’altro per godersi le festività.  

Cosa prevede il regolamento sulla portabilità?  
Le nuove norme, proposte dalla Commissione europea a dicembre 2015 e su cui le tre istituzioni comunitarie (Commissione, Parlamento e Consiglio) hanno raggiunto un’intesa a febbraio 2017, prevedono che gli europei che acquistano o si abbonano a film, trasmissioni sportive, musica, e-book e giochi nel proprio Paese possano fruirne anche quando si trovano temporaneamente in altri paesi dell’Ue. Un italiano che a Milano ha sottoscritto un contratto con Sky Sport potrà dunque vedere la propria squadra del cuore anche durante un viaggio di lavoro in Germania, utilizzando il proprio nome account personale. Allo stesso modo un abbonato svedese che prova a guardare le proprie serie tv preferite collegandosi con il suo nome utente a Home Box Office (Hbo) durante le vacanze in Italia, ora può godere del servizio come se fosse in Svezia, invece di visualizzare il messaggio «il servizio è disponibile solo in Svezia, Danimarca e Finlandia». 

Si può andare dappertutto col proprio account?  
Si, purché all’interno dell’Unione europea. Come detto, l’obiettivo è garantire di poter fruire del proprio pacchetto all’interno dell’Ue. Quindi le restrizione verranno abolite all’interno di tutti gli Stati membri, ma resteranno in vigore nei Paesi europei extra-comunitari. Se vi recate in vacanza o per lavoro in Norvegia, Serbia o Montenegro l’accesso a programmi e servizi non sarà garantito. Quando siete nell’Ue fate attenzione a dove vi trovate: ai sensi del regolamento «il fornitore non è responsabile qualora la qualità della prestazione del servizio sia inferiore a causa di una connessione a internet limitata». 

Si può accedere alle offerte di altri Paesi?  
No. Quello che cambia è che il fornitore di servizi a pagamento on-line metterà nella condizione di usufruire, anche all’estero e senza costi aggiuntivi, di ciò per cui è stato pagato nel proprio Paese. Non sarà possibile dunque accedere a promozioni od offerte speciali praticate dallo stesso operatore in un altro Paese. Farà dunque fede il proprio abbonamento personale, che stabilirà in automatico cosa si può vedere, leggere, ascoltare, e cosa invece no. 

L’abolizione del geo-blocking riguarda anche lo sport su internet?  
Sì. Le nuove norme si applicheranno anche ai servizi di contenuti sportivi on-line. Ciò vale per eventi trasmessi da un programma televisivo o radiofonico disponibile sulla rete, per gli incontri che fanno parte di un pacchetto di servizi web, e quando un organizzatore di eventi sportivi crea un servizio di contenuti on-line dedicato. 

E’ davvero la fine del geo-blocking?  
Sì, ma solo per i servizi a pagamento. I fornitori di servizi di contenuti on-line gratuiti potranno scegliere se adeguarsi o meno alle nuove norme. Per i servizi free le restrizioni potrebbero dunque rimanere.  

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