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Bloccata una troupe del programma Le Iene all’interno dell’Arsenale Militare della Spezia; sequestrati l’attrezzatura e il `girato´, mentre il caso finisce in procura. 

La iena Luigi Pelazza era alla Spezia oggi per un servizio sul caso delle acque contaminate sulle navi della Marina Militare. Prima la troupe ha seguito la nave `Magnaghi´ con un gommone. «Abbiamo intimato con un megafono al comandante di tornare indietro, perché su quella imbarcazione è stata usata acqua non adatta al consumo umano» racconta Pelazza. 

Sull’episodio la Marina militare ha diffuso una nota nella quale afferma che «sarà data informazione agli organi competenti per il vaglio nelle sedi opportune». «Questa mattina la nave idrografica Ammiraglio Magnaghi, durante le fasi di uscita dal porto di La Spezia per effettuare un’attività tecnico operativa finalizzata alla verifica dell’efficienza degli apparati di piattaforma e della strumentazione idrografica, è stata avvicinata da una imbarcazione privata, un gommone, con a bordo una troupe televisiva del programma `Le Iene´», si legge nel comunicato, nel quale si afferma che «questa imbarcazione, ripetendo alcuni disdicevoli episodi recentemente accaduti sul territorio nazionale, con le sue manovre ha intralciato i movimenti dell’unità». «Tale anomalo comportamento nei confronti di una nave della Forza Armata che svolge compiti istituzionali per la difesa del Paese e la tutela della collettività, ha messo a rischio la sicurezza della navigazione e la stessa incolumità degli occupanti del gommone», afferma la Marina Militare. 

Successivamente, in auto, giornalista e operatori sono arrivati davanti a porta Marola, uno degli ingressi della base militare. «Nessuno ci ha fermato e siamo entrati. Dopo venti minuti ci sono venuti a cercare. Hanno sbarrato l’uscita con un furgone, ci hanno perquisito e sequestrato tutto». 

Pelazza e gli operatori sono stati trattenuti dai Carabinieri ai quali è stata chiesta la nomina di un agente di polizia giudiziaria per fare una copia del girato con la restituzione dell’attrezzatura. Ma telecamere e materiale video, spiegano i Carabinieri, potranno essere restituiti solo dopo il dissequestro da parte del magistrato: il caso è finito in Procura. Le ipotesi di reato sono di introduzione clandestina in zona militare e possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio.  

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