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Città del Vaticano – Un martire cristiano. Un sacrificio che rimanda a quello di Massimiliano Kolbe nel campo di concentramento di Auschwitz, quando il santo diede la vita per salvare un padre di famiglia. La Chiesa ha pochi dubbi sul gesto eroico del gendarme francese. A ripercorrere ciò che è accaduto a Trebes è l’Osservatore Romano d’accordo con la tesi del vescovo di Carcassonne. Il gesto compiuto dal tenente colonnello Arnaud Beltrame, che venerdì si è offerto come ostaggio al posto di una donna nel supermercato preso d’assalto dal terrorista Radouane Lakdim, equivale al martirio.LEGGI ANCHE: Francia, il gendarme eroe si è sposato in punto di morte«Nel corso del terribile evento di venerdì, un uomo si è sostituito a un ostaggio e ha pagato il suo gesto perdendo la vita», ha ricordato il vescovo Alain Planet, che nella domenica della Palme ha presieduto una messa in suffragio delle vittime del giovane jihadista, autore dell’attacco terroristico avvenuto a Carcassonne e a Trèbes.Beltrame è deceduto venerdì notte per le ferite riportate durante l’attentato. Il vescovo  ha raccontato di avere ricevuto numerose testimonianze sulla fede del tenente colonnello Arnaud Beltrame. «Una vita donata non può essere una vita persa, al di là della sventura ci unisce nell’unità, ci invita a credere nella vita più forte della morte, alla speranza di cui la nostra fratellanza sarà il segno», ha concluso il vescovo.Il dono della propria vita, come prima di lui aveva fatto san Massimiliano Kolbe, «sorprende, stona quasi, interpella» ha sottolineato l’ordinario militare per la Francia in un lungo testo Arnaud Beltrame è stato battezzato in età adulta perché la sua famiglia non era praticante, ha scoperto la fede una decina di anni fa nel corso di un pellegrinaggio a Sainte-Anne-d’Auray e ha ricevuto la prima comunione a 34 anni. Si preparava al matrimonio religioso, previsto il 9 giugno prossimo.



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