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Si era lasciato alle spalle indenne il Punto Nemo, il luogo dell’Oceano più lontano dalla terra emersa. John Fisher è caduto in mare mentre stava manovrando a bordo di Sun Hung Kai/Scallywag, una delle sette barche impegnate nel giro del mondo in equipaggio a tappe, la Volvo Ocean Race. 

Fisher è un velista britannico, di Southempton. Ha 47 anni, è residente ad Adelaide in Australia. E’ un veterano degli Oceani, anche se è alla sua prima Volvo. Lo skipper David Witt ha informato il Race Control della regata che John è caduto in mare oggi poco dopo le 16, ora italiana. La notizia è stata resa nota solo stasera. Il team, coordinato dal Maritime Rescue Coordination Centre, ha condotto un’operazione di ricerca, che evidentemente non ha ancora dato risultato. Fisher, ed è l’unico aspetto positivo, indossava l’equipaggiamento di sopravvivenza al momento della caduta, vale a dire una tuta che consente di resistere al freddo.  

L’incidente è avvenuto a circa 1.400 a ovest di Capo Horn. Il vento nella zona è di circa 35 nodi di intensità, con mare molto formato. La temperatura dell’acqua è di 9 gradi centigradi. C’è luce naturale ma le condizioni meteo vengono segnalate in peggioramento. A causa delle condizioni di tempesta gli organizzatori della Volvo Ocean Race non hanno finora ritenuto opportuno inviare nella zona nessuno degli altri sei partecipanti, che si trovano ad almeno 200 miglia più a est e sottovento a Sun Hung Kai/Scallywag per collaborare alle operazioni di ricerca. Il Maritime Rescue Coordination Centre ha identificato una nave che si trova a circa 400 miglia di distanza che è stata dirottata sul posto. Le condizioni meteo non aiutano. 

Il precedente  
Era già accaduto all’Equatore che un membro d’equipaggio di Scallywag finisse fuoribordo. Era toccato ad Alex Gough, trascinato via da un’onda durante un cambio di vele con 15/20 nodi di vento: per fortuna era stato subito recuperato dai compagni. Il team si era subito messo in modalità di sicurezza, ammainando la vela di prua e avvicinandosi a Gough che illeso era potuto risalire a bordo dopo circa sette minuti. . “Era sul bompresso, io ero al timone, è arrivata un’onda e lo ha sbalzato via come se fosse su un cavallo” ha raccontato lo skipper David Witt. “La cosa importante è che lo abbiamo recuperato e sta bene. Però è un incidente che mostra bene quanto sia difficile vedere un uomo a mare. Persino di giorno, con il sole e con 18 nodi di vento… Di certo di notte a 20 nodi sarebbe stato molto peggio”.  

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