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I servizi spagnoli avevano nascosto un geolocalizzatore nell’automobile usata da Carles Puigdemont per partire da Helsinki in direzione di Bruxelles. Lo scrivono i giornali spagnoli all’indomani dell’arresto del leader catalano, fermato dalla polizia tedesca dello Schleswig-Holstein, dopo il superamento della frontiera con la Danimarca. A quanto riferiscono i media, citando fonti dei servizi, Puigdemot era sotto la sorveglianza di 12 agenti del Centro Nacional de Inteligencias (Cni) durante il viaggio in aereo da Bruxelles a Helsinki, dove era stato invitato da un deputato finlandese. Sono stati invece agenti della Comisaria General de Informacion a controllare Puigdemont nel viaggio di ritorno verso Bruxelles. Grazie al dispositivo inserito nell’auto, Puigdemont è rimasto sotto controllo fino al suo arresto da parte delle autorità tedesche.  

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Zaia: “Vergognoso, Puigdemont torni libero”  
«La democrazia non la si gestisce con i manganelli e con le manette. Quanto sta accadendo in Spagna è vergognoso. Bisogna togliere di mezzo manette e manganelli e privilegiare il dialogo con i cittadini» ha dichiarato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia riguardo alla situazione in atto in Catalogna dopo l’arresto in Germania dell’ex presidente Carles Puigdemont. «Un governo che usa solo la polizia per confrontarsi – dice Zaia – non è un governo democratico. È vero che esistono leggi da rispettare, ma quando è un popolo a chiedere, bisogna dialogare rappresentandone e gestendone le istanze, come diceva Rousseau, altrimenti, nel momento in cui non rappresenti più i cittadini, i cittadini ti tolgono la delega. Libero subito, quindi, Puigdemont e avvio del dialogo anche con non le pensa come noi». 

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