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(ANSA) – PARIGI, 26 MAR – Mireille era una bambina, aveva 10 anni, quando riuscì a sfuggire al rastrellamento più feroce compiuto nella Francia occupata dai nazisti, quello del Velodrome d’Hiver a Parigi. A 85 anni, lei – ebrea parigina – è stata assassinata in casa: 11 coltellate, poi le fiamme che l’hanno bruciata insieme al suo appartamento. Due uomini, pregiudicati, sono interrogati. La procura indaga per antisemitismo, mentre l’intera comunità ebraica è sconvolta.    Un anno dopo l’atroce fine di un’altra ebrea a Parigi, Saraj Halimi, l’assassinio di Mireille Knoll getta ombre pesanti sul clima che si respira nella capitale francese e non più soltanto in banlieue. Il cadavere dell’anziana signora è stato ritrovato venerdì, per metà carbonizzato, ma la morte era precedente, causata dalle coltellate. Nata nel 1932, riuscì miracolosamente a scappare da Parigi con la madre – che aveva un passaporto brasiliano – evitando il rastrellamento che nel 1942, a metà luglio, preparò la deportazione di 13.000 ebrei.   



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