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Basta approfittare dei controlli di sicurezza per far pagare ai passeggeri l’acqua come se si fosse nel mezzo del deserto. A deciderlo è stato il gestore aeroportuale spagnolo che obbliga tutti i negozi di alimentari e i distributori automatici che si trovano negli spazi commerciali di tutti gli scali nazionali a vendere le bottiglie da mezzo litro al prezzo massimo di un euro.
Secondo El Pais, questo requisito era già previsto nuovi bandi per l’assegnazione degli spazi commerciali, ed è obbligatorio per negozi dove è possibile acquistare altri oggetti come giornali o souvenir. Tutti dovranno avere sugli scaffali e nei frigoriferi bottiglie da 33 centilitri a non più di un euro. Nei distributori automatici di alimenti e bevande le bottiglie devono essere da mezzo litro (50 cl) e costare sempre un euro.
La raccomandazione internazionale
Non è stata una pensata originale spagnola. L’Airports Council International (ACI), l’associazione mondiale degli aeroporti, aveva raccomandato nel giugno 2015 di garantire un’offerta sufficiente negli aeroporti di bottiglie d’acqua adl prezzo massimo di un euro. Ma solo dopo l’indagine aperta su numerose denunce relative ai prezzi eccessivi di alcuni prodotti di base, in particolare acqua, negli aeroporti spagnoli il gestore aveva accolto la richiesta del Difensore civico e abbassato il prezzo a un euro.
E in Italia?
Nell’aeroporto di Fiumicino una ‘mezza minerale’ come viene comunemente chiamata la bottiglietta da 50 cc, costa tra 2,10 e 2,50 euro. Un capitolo a parte meriterebbe il costo di uno spuntino,ma di questo si è occupato un post del Fatto Quotidiano.  
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