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Pubblicato il: 26/03/2018 17:43
La Federal Trade Commission, l’Antitrust Usa, ha confermato l’apertura di un’indagine su come Facebook ha gestito la privacy dei propri utenti, spiegando – in una nota del vice direttore dell’Ufficio per la Protezione dei consumatori Tom Pahl – di aver preso la decisione a causa delle “recenti notizie che sollevano notevoli preoccupazioni” sulle pratiche di gestione dei dati da parte del social network.
La Ftc sottolinea di essere “fermamente e pienamente impegnata a utilizzare tutti i suoi strumenti per proteggere la privacy dei consumatori” soprattutto con una “azione di contrasto nei confronti delle aziende che non rispettano gli impegni” sulla riservatezza dei dati o che “si impegnano in atti sleali che causano danni sostanziali ai consumatori in violazione della legge”.
Le quotazioni in Borsa del social network hanno subito forti ribassi dopo l’emergere dello scandalo legato alla società di consulenza elettorale Cambridge Analytica. Oggi, le azioni di Facebook hanno perso fino al 5,7 per cento del loro valore, fino a un minimo di 150,36 dollari, alla conferma dell’inchiesta aperta dalla Ftc. La perdita dal 1 febbraio, quando il titolo del social network chiuse a un massimo record di 193,09 dollari, è del 22,1 per cento.
Intanto la Procura di Roma ha delegato la polizia Postale nelle indagini in merito all’uso di dati sensibili degli utenti a fini elettorali da parte di Facebook o da società terze legate al social network, per accertare se siano stati commessi eventuali reati in Italia. Il fascicolo resta senza indagati e ipotesi di reato.
Dopo la decisione della Procura di Roma, il Codacons ha deciso di coinvolgere anche l’Antitrust. “Presenteremo oggi stesso un formale esposto all’Autorità per la concorrenza, chiedendo di aprire un procedimento volto a verificare eventuali pratiche commerciali scorrette da parte dell’azienda nell’utilizzo dei dati degli utenti italiani del social network” ha spiegato il presidente Carlo Rienzi.



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