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MILANO – Se dopo la sconfitta di Verona Gattuso impose alla squadra il ritiro prenatalizio a Milanello, la conquista della finale di Coppa Italia è valsa ai giocatori del Milan una giornata di riposo, a quattro giorni dal derby. Il raffronto testimonia la fiducia ormai consolidata dell’allenatore nella squadra, che non nasconde il feeling, e dà la misura della strada percorsa negli ultimi due mesi, fatti di risultati eccellenti. Risalta, in particolare, il rendimento dall’inizio del 2018: 11 partite senza sconfitte, 17 gol fatti e 3 subiti. Ma quello di Gattuso non è soltanto un premio e il gruppo l’ha perfettamente capito: è soprattutto il modo per recuperare ogni energia possibile, pure attraverso il riposo, prima di due appuntamenti fatidici: l’Inter in campionato e l’Arsenal in Europa League. “Stiamo alzando l’asticella: gli avversari sono sempre più difficili”, ha constatato Gattuso, consapevole che il suo Milan ha acquisito concretezza: la Lazio ha attaccato di più e in alcuni momenti lo ha fatto soffrire molto, ma le due occasioni più clamorose le hanno avute Çalhanoglu e Kalinic. ÇALHA LEADER – In campo i giocatori si sono concessi un’esultanza anche scomposta, sotto la nevicata notturna, per festeggiare la vittoria ai rigori con la Lazio e la conquista della finale di Coppa Italia. Ma una volta lasciato il prato dell’Olimpico, i giocatori hanno tutti indistintamente parlato già della prossima partita: il derby. “Abbiamo giocato i supplementari e siamo stanchi, ma ci faremo trovare pronti”, ha riassunto a nome del gruppo Calabria. Gattuso ha raddrizzato la stagione, ma la classifica del campionato resta in salita, con la zona Champions ancora lontana. La consapevolezza della fase cruciale sta nelle parole di Çalhanoglu, ormai tra i leader malgrado un’occasione colossale sbagliata come all’andata, lui che a fine dicembre, prima del gol alla Fiorentina, sembrava ai margini: “È il momento migliore della mia carriera e della mia vita personale e voglio farlo durare il più possibile”.Ci sono partite in cui il cuore ti aiuta a superare le difficoltà, ci sono partite in cui l’anima ti aiuta a raggiungere l’obiettivo. Ci sono partite in cui l’anima e il cuore di ognuno di noi ti rendono SQUADRA. Oggi abbiamo sofferto e vinto da SQUADRA. E ora da SQUADRA pensiamo al derby. Umiltà e voglia di migliorare serviranno fino alla fine della stagione per raggiungere traguardi che pochi mesi fa sembravano impossibili. Tutti insieme tutti uniti. #LB19 #WeAreATeamUn post condiviso da Leonardo Bonucci (@bonuccileo19) in data: Feb 28, 2018 at 3:43 PSTGIGIO SALVA KALINIC – L’occasione più facile l’ha sbagliata ai supplementari Kalinic. Se il Milan non fosse andato in finale, l’errore avrebbe pesato sul resto della stagione del centravanti, che non trova il gol e che non si è presentato sul dischetto per i rigori. Gattuso lo ha difeso: “Ho temuto di avere perso un giocatore, ma Nikola è un campione e me lo tengo stretto. Non stava bene, aveva un problema fisico, ma si è messo a disposizione”. L’epilogo ha comunque esaltato Donnarumma, che è stato decisivo. Ma lo era stato anche durante il gioco, nel primo tempo, con due parate non semplici su Milinkovic e Immobile e una più estetica sul colpo di testa dello stesso centravanti della Lazio.Se il Milan ha fermato l’attacco più efficace della serie A, lo deve anche a Gigio Donnarumma, che ha fatto pace coi tifosi e ostenta in campo una sicurezza contagiosa per la difesa: gli si perdona qualche eccesso di sfacciataggine quando lascia i pali, vedi errore di valutazione, da giocatore di movimento, in un’uscita su Immobile. Non c’è dubbio che possa valere almeno 4-5 punti a campionato. “Non pensiamo di dovere fare uscire i nostri migliori”, dice il Ds Mirabelli, forte dell’assenza di clausola rescissoria. Il Psg è pronto a un’offerta di 50 milioni. La decisione dell’Uefa sul mercato estivo milanista, che potrebbe essere soggetto a vincoli (uscite ed entrate rigorosamente pari), non è irrilevante. Bloccare Reina, il portiere del Napoli in scadenza di contratto, è una cautela non dichiarata, ma nemmeno esclusa da Mirabelli: “Guardiamo tutti i parametri zero. Vogliamo mettere tasselli per aprire un ciclo”.VINCERE PER RISANARE – La via per evitare cessioni dolorose non passa soltanto attraverso le manovre finanziarie dell’Ad Fassone, alle prese col delicato rifinanziamento del debito del club (120 milioni più interessi) e soprattutto del presidente Yonghong Li, che pure avrebbe l’opportunità di fugare tutti i dubbi sul suo conto, sborsando o raccogliendo infine in Cina dagli investitori promessi gli oltre 200 milioni (183 più interessi) da restituire al fondo Elliott. I risultati della squadra, con gli annessi introiti insperati, aiutano parecchio. “L’umiltà rende possibile traguardi che sembravano impossibili”, chiosa su instagram il capitano Bonucci.Impossibile e assurdo sarebbe, a questo punto, anche rinunciare a Gattuso. Il quale, però, rifiuta l’etichetta di mago: “Io voglio restare, il Milan è casa mia. Ma non sono un guru e devo anche rendere merito a Montella per la capacità di palleggio della squadra”. Intanto la società fa sapere che a Roma c’è stato il primo incontro tra la Figc, rappresentata dal commissario Fabbricini e dal vicecommissario Costacurta, e Fassone: “Un rapido punto di condivisione sull’andamento della gestione del club, alla luce della buona semestrale. Si è parlato di politica sportiva, degli scenari di Figc e Lega, di Gattuso e dei suoi metodi di lavoro”. Guru o no, di sicuro sta aiutando a risanare i conti più dei banchieri. 



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