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“Rendere sicure le nostre scuole e affrontare la spinosa questione della salute mentale”. Sono gli obiettivi che Donald Trump ha indicato nel messaggio alla nazione dopo la strage compiuta ieri da un ex studente alla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, che ha ucciso 17 persone imbracciando un’arma semiautomatica AR-15.”Nel corso del mese incontrerò i governatori e gli attorney general: la sicurezza delle nostre scuole e dei ragazzi sarà la nostra priorità assoluta”, ha aggiunto Trump nel messaggio di circa 6 minuti in cui non ha fatto riferimento alle armi e ad eventuali provvedimenti. “Non è sufficiente intraprendere azioni che ci inducano a pensare che stiamo facendo la differenza. Dobbiamo realmente fare quella differenza”, ha detto ancora.”Nessun bambino o insegnante dovrebbe essere in pericolo in una scuola americana – ha scandito – Nessun genitore dovrebbe aver paura per i propri figli, quando li bacia ogni mattina e li manda a scuola”.”La nostra intera nazione prega con tutto il cuore per le vittime e per le loro famiglie – ha poi aggiunto – A ogni genitore, insegnante, bambino che sta soffrendo, dico che siamo qui per voi, qualsiasi cosa vi serba o possiamo fare per alleviare il vostro dolore. Siamo qui assieme, come un’unica famiglia americana, la vostra sofferenza è anche il nostro fardello”. Prima dell’intervento in tv, subito dopo la strage, il presidente aveva inviato un tweet di condoglianze: “Non so cosa farmene delle tue preghiere, fottuto pezzo di m., piuttosto fai qualcosa contro la diffusione delle armi, l’unica cosa che potrebbe fermare il ripetersi di queste stragi”. E’ stato il post di replica di una presunta studentessa, che dice di chiamarsi Sarah. E il suo commento è stato ritwittato da migliaia di americani. Sarah, è diventata così l’eroe in rete della protesta contro la retorica del presidente degli Stati Uniti che ha detto di volersi recare nella scuola della strage per incontrare le famiglie delle vittime e i dirigenti locali.



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