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LONDRA – Jeremy Corbyn incontrò una spia comunista negli anni della Guerra fredda e la avvertì sul giro di vite dell’intelligence britannico contro i servizi segreti dell’Europa dell’Est. E’ quanto rivela il Sun di Londra, pubblicando documenti originali dagli archivi dello spionaggio cecoslovacco in cui l’attuale leader laburista viene identificato con il nome in codice di “Cob” in tre incontri con un agente di Praga. I fatti risalgono al 1986, quando Corbyn era un deputato del Labour, collocato sulle posizioni più a sinistra nel partito. Nessuno, all’epoca, avrebbe mai immaginato che un parlamentare con idee così radicali sarebbe potuto diventare un giorno il leader dell’opposizione e aspirare ad andare al governo. Due degli incontri, riporta il tabloid londinese, avvennero al parlamento di Westminster: la prova implicita che Corbyn non cercava di nascondere il contatto con il cecoslovacco. Un portavoce laburista conferma che Corbyn incontrò all’epoca “un diplomatico” di Praga, senza sapere che fosse in realtà una spia. Neanche il Sun lo definisce un informatore o un traditore della patria. Ma nel suo scoop a tutta prima pagina scrive che come minimo l’attuale capo del Labour ha dato con il suo comportamento una dimostrazione di ingenuità, inammissibile per un uomo politico che un giorno potrebbe essere primo ministro. E’ noto che nelle ambasciate dei paesi comunisti, come peraltro in quelle di paesi occidentali, compresa la Gran Bretagna, le spie hanno ufficialmente altre mansioni e vengono fatte passare per normali diplomatici.



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