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“Salvini soffia sul fuoco, ma forse dovrà capire che gli stessi che oggi aizza un giorno potranno ritorcersi contro di lui; la politica non si improvvisa e non si deve mai giocare con gli istinti e con le necessità delle persone”. A dirlo è Umberto Bossi, che in un’intervista al Fatto Quotidiano commenta il caso di Macerata. La violenza, dice il fondatore del Carroccio, “non è mai da giustificare, ma è sempre da condannare e sempre senza se e senza ma”. E “quello lì di Macerata”, cioè Luca Traini, “più che un leghista è forse un nazionalista”, e di sicuro è “un pirla”.
Quando si parlava dei fucili contro Roma ladrona “erano altri tempi, non c’era questo clima nel Paese e soprattutto voleva essere solo una immagine simbolica. Noi la violenza non l’abbiamo mai giustificata”, sottolinea Bossi. “Era una questione economica. Noi proponevamo soluzioni, come il federalismo fiscale. Siamo arrivati a un passo da una vera e propria rivoluzione. Oggi per cosa begano? Sono da condannare tutti, anche quelli che hanno aggredito Giorgia Meloni”.

“C’è un bruttissimo clima: serve più responsabilità politica”, e non solo da parte di Salvini, prosegue Bossi. “Ci saremo mica dimenticati dei vaffanculo di Grillo? E poi non si era mai visto un governo come questo incapace di prendersi le responsabilità del proprio territorio, il sindaco di Macerata è scappato. Questi del Pd, questo bluff di Renzi, non hanno personalità e ciascuno si sente libero, senza guida, privo di riferimenti”.
“I fascisti sono nazionalisti, il vero nemico della mia Lega che era nata contro lo stato centrale, creato proprio da loro. Ma c’è troppa confusione ormai. Meno male che c’è ancora pure Berlusconi. Siamo due vecchi costretti a fare ancora da guide”, aggiunge Bossi, che esclude un’alleanza di Berlusconi con Renzi. “E’ rimasto delusissimo da quel ragazzo”, afferma il Senatùr.

14 febbraio 2018
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