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ROMA – Giulietta è una, nessuna e centomila, come le lettere, i messaggi che riceve ogni anno a Verona da tutto il mondo. E oggi, San Valentino, sono più del solito. A scriverle, in cerca di consigli e conforto, innamorati delusi ma anche finalmente soddisfatti. Ad accogliere le loro parole un nucleo storico di dieci donne,  tutte volontarie, come le schiere di studentesse o professioniste che per tre mesi l’anno si piazzano a spese loro in Veneto e gratuitamente rispondono, a mano e con passione, chine sui fogli. Così può capitare che oggi Giulietta abbia gli occhi a mandorla e venga dal Giappone, oppure abbia la malinconia del Brasile dove è nata. O ancora, che faccia la psicologa o la danzatrice del ventre, studi o sia già andata in pensione nella Verona dove vive da sempre, o in Nuova Zelanda, dove è tornata dopo tre mesi in Veneto a scrivere senza sosta.A raccontare le tante Giuliette, nel giorno degli innamorati, è una di loro: Giovanna Tamassia, 53 anni.Chi è Giulietta?”Siamo dieci del nucleo storico, cento quelle che si sono alternate negli anni grazie anche all’aiuto delle giovani straniere: vengono per brevi periodi e poi magari continuano ad aiutare a distanza. Ci scrivono da tutto il mondo, la conoscenze delle lingue, oltre a quella dell’animo, è fondamentale”. Giulietta da Mosca a Rio?”Abbiamo avuto scrittrici, una giovane cantante americana, una geologa di Hong Kong, una psicologa che ci assiste tuttora da Abu Dabi, una giordana che si occupa del nostro account Twitter, una danzatrice del ventre in Nuova Zelanda, che ancora collabora, una signora russa, Olga, che da vent’anni da Mosca ci aiuta”. Giulietta lavora?”Le straniere spesso sono in anno sabbatico, in vacanza, noi italiane abbiamo mestiere e occupazioni diverse, abbiamo dai 18 ai 70 anni, molte laureate,  qualcuna in pensione. Io sono laureata in lingue e lavoro in azienda”. Chi scrive cosa cerca?”Ha voglia di raccontare, condividere, chiedono consiglio pur sapendo di rivolgersi a una persona immaginaria, a un simbolo letterario. Trovano soprattutto ascolto, comprensione. Tutte noi usiamo la nostra esperienza, la nostra vita, mettiamo un po’ di saggezza, oltre al coraggio che chi scrive vede in Giulietta perché ha combattuto contro tutti per il suo amore”.Qual è il nuovo problema d’amore? “Soprattutto le relazioni a distanza, sono sempre di più e sono un vero problema per la maggior parte dei giovani” Quante lettere arrivano?”Dal 1991 a oggi  contiamo 200.000 lettere e altrettante risposte archiviate. A queste possiamo aggiungere altre centinaia di migliaia di brevi messaggi di ogni genere, a cui è impossibile dare risposta. C’è pure uno scrittoio telematico nella Casa di Giulietta, dove le persone possono lasciare il loro messaggio. Nel 2017 abbiamo contato altri 52.000 messaggi”.All’inizio Giulietta era un uomo?”Il primo segretario di Giulietta è stato Ettore Solimani, che nel 1937 ebbe l’idea di raccogliere e rispondere ai messaggi che i turisti lasciavano alla tomba firmandosi il segretario di Giulietta.  Nel ’72 mio padre, Giulio Tamassia, ha fondato il club di Giulietta e ricevuto l’incarico ufficiale dal comune di rispondere. Io ho iniziato così 23 anni fa, aiutandolo. E non ho ancora smesso. Avrò risposto a 10mila innamorati”. Come e dove scrivono?”Per posta, per e-mail, molte lettere vengono lasciate fisicamente nelle cassette nel cortile e all’interno della casa, e poi i messaggi sullo scrittoio. A volte con disegni, fotografie. I Paesi che scrivono di più sono Stati Uniti, Argentina, Messico, Russia, Brasile ma anche dal Vietnam, dall’India al Sud Africa. Un premio agli innamorati?”Tra le tante missive quest’anno abbiamo scelto tre bellissime lettere, che possano essere lette in pubblico: hanno vinto due donne, una spagnola e una brasiliana, e un giovane tedesco. Verranno nel weekend a Verona a ritirare il premio per il concorso “Cara Giulietta”, che si affianca al premio Scrivere per amore, per gli scrittori, organizzato dal Club di Giulietta con la Fondazione Pordenonelegge.it. Lì a settembre si parlerà ancora d’amore”



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