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YouTube ha chiesto all’oppositore russo Aleksei Navalny di cancellare dal suo canale la video-inchiesta, risalente all’8 febbraio scorso, dedicata al vice premier Serghei Prikhodko, responsabile ance degli Affari esteri, e all’oligarca Oleg Deripaska, sospettato da Navalny di aver fatto da tramite tra lo staff elettorale del candidato alla Casa Bianca, Donald Trump, e il Cremlino. A rendere nota la richiesta è stata la producer del canale «Navalny Live», Oksana Baulina, che ha pubblicato su Twitter lo screenshot della mail ufficiale arrivata da YouTube. 

the channel @navalnylive got the demand from @YouTube and @GoogleRussia to delete Alexey @navalny’s latest stream: https://t.co/srwALjKp8j …OKAY GOOGLE, what about freedom of speech? pic.twitter.com/s7e9mstTQM
— Oksana Baulina (@oksana_baulina) 12 febbraio 2018

La richiesta di TouTube  
Nella mail, la nota piattaforma web – principale mezzo di comunicazione per l’opposizione russa, che di fatto non ha accesso ai canali tv federali – spiega che l’indirizzo Url della video-inchiesta è stato inserito dall’Ente russo per le comunicazioni, Roskomnadzor, nel registro dei siti vietati nel Paese. Stessa sorte anche per la pagina del blog di Navalny, in cui viene raccontata la scottante inchiesta, che ha acceso di nuovi i riflettori sui rapporti poco chiari tra lo staff di Trump e la leadership russa. 

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La denuncia contro la escort  
Il bando è scattato dopo la denuncia partita dall’oligarca Deripaska contro la escort bielorussa Anastasia Vashakevich (nota con il soprannome di Nastya Rybka); la ragazza è stata suo malgrado «gola profonda» dello scandalo, perché dopo aver partecipato alla controversa gita in barca, insieme ad altre escort, ne ha pubblicato foto e file audio sui social. Gli attivisti del fondo anti-corruzione di Navalny lo hanno scoperto casualmente e mettendo insieme diversi elementi, tra cui i racconti contenuti in un libro della stessa Rybka, hanno costruito la loro inchiesta, definita una «menzogna» dall’oligarca, il quale però non ha ancora spiegato il motivo del controverso incontro con il vice premier.  

I siti vietati dalla Federazione  
In seguito alla denuncia di Deripaska, il 9 febbraio, un Tribunale della regione di Krasnodar – di dove è originario il businessman – ha deciso di aggiungere all’elenco dei siti vietati nella Federazione 14 post Instagram e 7 video su YouTube. Il verdetto è stato motivato con il fatto che la Rybka, pubblicando quel materiale «registrato di nascosto», ha violato la privacy dell’uomo. Instagram e YouTube hanno tre giorni lavorativi, a partire dal 9 febbraio, per eliminare i contenuti in questione dal web. Per ora Facebook, che controlla Instagram, non ha inviato nessuna richiesta ufficiale a Navlany, ma il rischio – come ha spiegato il quotidiano Vedomosti – è che entrambe le piattaforme, in caso i contenuti incriminati non venissero censurati, possano venire bloccate in tutto il Paese. Questa azioni sono uno «sfrontato atto di censura, invito tutti a diffondere questo video ovunque possibile», ha scritto l’oppositore sul suo sito. 

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