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BRUXELLES Si sta con molto disagio davanti al palazzetto grigio dove fu arrestato Salah Abdeslam. Il fruttivendolo all’angolo, il signore che fa i lavori di fronte, i passanti per la rue des Quatre-Vents – pochissimi in questa mattina fredda – guardano con sospetto chi si attarda sui luoghi che hanno reso Molenbeek capitale mondiale del terrore. I due ragazzi alti, con barbetta, cappuccio della felpa tirato su, si avvicinano. Uno allunga il braccio, sembra minaccioso, punta il dito e: «Scusi, signora, guardi che ha la borsa…

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