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Matteo Salvini si fa precedere ad Arezzo da una dichiarazione durissima che solleva un vespaio di polemiche tutte provenienti da sinistra. In mattinata aveva appreso dell’arresto del nigeriano spacciatore accusato di avere ucciso e fatto a pezzi una ragazza di 18 anni fuggita da una comunità di recupero. “Cosa ci faceva ancora in Italia questo verme? La sinistra ha le mani sporche di sangue. Altra morte di Stato”. Quando arriva nella città Toscana i fan agitano i cartelli azzurri con su scritto “Salvini premier”. Lo acclamano, gridano “mandiamoli tutti a casa”, cacciamo “la setta Renzi-Boschi”. E lui imbraccia il megafono come un fucile e urla la promessa che il suo governo, quello targato Lega, caccerà 500 mila migranti, 100 mila all’anno. “Riempirò barconi, navi e aerei e li riporterò in Africa”.  

Salvini parla davanti alla sede storica della Banca popolare di Etruria, oggi Ubi, nel centralissimo Corso Italia. Accanto a lui c’è la sua candidata al Senato Tiziana Nisini (è l’assessore di Arezzo che non ha assegnato le case popolare agli immigrati), la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi (l’unica in Toscana) e l’economista Claudio Borghi che sta sfidando a Siena il ministro Paodan. “Non è un caso che ho cominciato la mia campagna elettorale da Arezzo”. Si guarda intorno, indica il palazzo di Banca Etruria e aggiunge: “Questo è il simbolo del Pd che scappa, della Boschi che fugge e si rintana a Bolzano perché qui si vergogna. Renzi è rimasto in braghe di tela”. 

Applausi, e parte un coro dai militanti, “Laterina, Laterina”. Invocano una puntata nel paese della famiglia Boschi, una sorta di caccia all’uomo, a coloro che avrebbero truffato i risparmiatori. Salvini accenna un sì, poi rinuncia a braccare la ministra e i suoi parenti. Ha i minuti contanti: deve raggiungere Torino dove andrà a visitare un campo Rom e presentare i candidati della Lega. Ma è Arezzo il senso della sua giornata perché vuole il corpo a corpo con Renzi e con la sua “cricca”. Quel Renzi che lo ha additato come il suo principale avversario, insieme a Di Maio. “È chiaro, di me ha paura. Sa che con me non potrà fare inciuci mai e poi mai dopo il voto”. 

Saluta tutti, decine di selfie, invita tutte le persone che sono venute ad acclamarlo di impegnarsi fino nella campagna elettorale. “Votate Lega, convincete quante più persone a mettere la croce sulla Lega. Siamo a pochi centimetri dalla vittoria: ora o mai più. Se non vinco questa volta, non vincerò più perché la sinistra farà lo ius soli, faranno votare gli immigrati e noi non saremo più padroni a casa nostra”. 

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