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Sono tre le fiere d’arte contemporanea che si disputano il primato in Italia. Ad Arte Fiera spetta, incontestabile, la primogenitura da calendario: è la manifestazione, la più longeva, che apre l’anno e il mercato. Da tradizione animava l’ultima settimana di gennaio, ora la prima di febbraio, dal 2 al 5, con preview il primo. Ma dovesse avverarsi l’auspicio della direttrice Angela Vettese, e non solo suo, e cioè che la mostra mercato bolognese si sposti in primavera – “quando Bologna dà il meglio di sé” -, anche quel primato verrebbe conteso.La concorrenza è feroce. Artissima, fin dalla nascita vocata al contemporaneo senza indulgenze nel moderno, e Miart, che intreccia come Bologna moderno e contemporaneo, hanno una considerevole percentuale di gallerie straniere. Arte Fiera, pressoché esclusivamente tricolore, si è affidata a Angela Vettese, critica d’arte e docente universitaria allo Iuav di Venezia, per ritrovare lo smalto perduto.ArteFiera 2018: scatti in anteprima· I PERCORSI: FOTOGRAFIA, SOLO SHOW E NUOVA VISTAVettese ha ridotto il numero delle gallerie (sono 152 in tutto, riunite in due padiglioni) e all’intero di questo numero ha creato percorsi plurali: alla Main Section, che raggruppa la maggior parte degli espositori e mostre collettive, s’intrecciano la sezione di Fotografia (affidata a Andrea Pertoldeo, docente universitario come Vettese a Venezia), gli allestimenti monografici di Solo Show, e Nuova Vista, quattro gallerie scelte da Simone Frangi come esemplari dei nuovi orizzonti del fare, proporre e vendere arte.· OPERE IN VENDITA: PREZZI DA TREMILA EURO E DUE MILIONITra i dodici stand di Fotografia, tre sono milanesi, tra cui la storica Contrasto, e quattro emiliani: Damiani di Bologna, Galleria 13 di Reggio, MLB d Ferrara (casa galleria che per i suoi 10 anni espone la camera da letto, con letto matrimoniale, comodini e opere alle pareti), Metronom di Modena. A colpo d’occhio, i prezzi sono compresi tra 3mila euro e due milioni, centinaia gli artisti, migliaia le opere in vendita. Si è aggiunta la sottosezione Modernity, una rosa di artisti che al di là della generazione anagrafica, della provenienza e del ruolo, rivestono ancora un’attualità rispetto al nostro presente: all’interno di alcuni stand delle gallerie Main Section sono allestite piccole mostre monografiche, cui rivolgere “uno sguardo attento”.· PICCOLE MOSTRE MONOGRAFICHEPer fare qualche esempio, la galleria bolognese de Foscherari, che partecipa ad Arte Fiera fin dalla prima edizione, ha scelto Gianni Piacentino (1945). La galleria Michela Rizzo di Venezia, che spazia da Barry X Ball a David Tremlett, punta sul giovane Martino Genchi (1982). La Morone di Milano riporta l’attenzione su Maria Lai, artista sarda scomparsa nel 2013, profetica e misconosciuta, riscoperta alle ultime Biennale di Venezia e Documenta di Kassel. All’ingresso, come lo scorso anno, il visitatore è accolto da Printville: il villaggio dell’editoria d’arte e rara, della grafica e dei multipli. Un convegno, curato da Vettese con Clarissa Ricci esplora i rispettivi ruoli “Tra mostra e fiera: entre chien e loup”, indagando la evidente ibridazione. Condividi  



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