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Un nuovo caso travolge il candidato senatore del Movimento 5 stelle Emanuele Dessì. In principio fu un video del 2014 in cui ballava e si allenava con l’ex campione di boxe Domenico Spada, tra le altre cose membro dell’omonimo clan di Ostia, condannato per usura e con il divieto di dimora a Roma. Poi, arrivò il post su Facebook in cui il candidato senatore si vantava di aver picchiato un ragazzo rumeno mettendone in fuga altri due. E adesso sulla sua candidatura si abbatte una nuova bufera, scatenata dall’affitto che Dessì paga per la sua casa: poco meno di 8 euro al mese. In tutto, 93 euro l’anno. 

Il candidato M5S nel listino proporzionale del collegio Lazio 3 vive a Frascati, alle porte di Roma, in una casa popolare di proprietà dell’Ater assegnata dal Comune. L’affitto così basso è presto spiegato. Dessì dichiara di essere nullatenente: «Sono povero. Nessuna macchina, nessun conto in banca, un reddito base a zero». Eppure, secondo un servizio andato in onda su Piazza Pulita, il nome di Dessì apparirebbe in due società, in una come amministratore unico, e nell’altra con una poltrona nel consiglio direttivo. Non solo. Dessì, quando nel 2015 era consigliere comunale a Frascati, avrebbe anche ammesso pubblicamente di essere un evasore e percepire compensi in nero: «Una persona che lavora in nero come me, perché io sono di questi, e mi autodenuncio in ogni modo fin quando la finanza mi multerà». 

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Tra le frequentazioni poco raccomandabili e i post su Fb censurabili, è proprio la questione affitto a mandare in bestia i leader del Movimento. «Sul caso Dessì faremo luce», promette Alessandro Di Battista. Al momento non è emerso alcun reato, sottolinea in un’intervista a Radio Capital, ma «Piazzapulita ha fatto un servizio con degli elementi nuovi sul candidato e il Movimento 5 stelle ha il dovere di indagare su certe questioni». Anche la candidata M5S al governo della Regione Lazio, Roberta Lombardi va giù dura contro quello che viene additato come un suo fedelissimo: «Su una cosa credo che il candidato M5S debba assolutamente chiarire: la sua casa, il canone da 7 euro ecc. 

Stanno emergendo opacità che il M5S non può accettare. La trasparenza vale più di ogni cosa», scrive su Facebook. Lombardi respinge «i tentativi miserabili del Pd di associare il nostro candidato agli Spada o di definirlo un picchiatore», ma la difesa è leggera. La questione affitto, nei ragionamenti pentastellati, pesa come un macigno sul nome di Dessì. E nonostante vada ancora tutto chiarito, i leader sembrano averlo già scaricato. 

Di Maio: dateci tempo  
Sul caso è intervenuto anche il candidato premier dei grillini, Luigi Di Maio: «Io sono il capo politico del movimento e il mio dovere è tutelare il movimento. Grazie ai giornalisti che hanno fatto gli approfondimenti. Abbiamo avviato tutti gli accertamenti stamattina, se dovesse essere vero quello che sta emergendo, allora non avremo nessun problema sul fatto che queste persone non possono stare nel movimento, quindi dateci il tempo di fare gli accertamenti». «Ora basta, adesso parlo io!», ha risposto Dessì: «Stasera alle 17 in diretta Facebook».  

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