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«La molestia sessuale è fenomeno trasversale, è sistema. Succede alla segretaria, all’operaia, all’immigrata, alla studentessa, alla collaboratrice domestica. È successo a tutte noi con modi e forme diversi. Non puntiamo il dito contro un singolo “molestatore”, contestiamo l’intero sistema. Questo è il tempo in cui abbiamo smesso di avere paura». Le donne italiane del cinema, con una lettera-appello intitolata «Dissenso comune» e firmata, al momento, da 124 tra attrici, sceneggiatrici, registe, produttrici e montatrici, intervengono sui casi Weinstein e sulla condizione femminile sui luoghi di lavoro. Lo fanno accusando “la macchina della rimozione che vorrebbe zittirci” e difendendo il proprio manifesto, che “non è un discorso moralista” perché “la molestia sessuale non ha niente a che fare con il gioco della seduzione”, precisano prendendo le distanze dalla lettera delle colleghe francesi, fra cui Catherine Deneuve. «Il nostro – scrivono – non è solo un atto di solidarietà nei confronti delle attrici che hanno avuto il coraggio di parlare in Italia e per questo sono state attaccate, ma anche un atto dovuto di testimonianza». 

L’appello è nato da un primo incontro, settimane fa, tra una decina delle firmatarie, che hanno poi deciso di estendere il documento a quante più donne dello spettacolo possibili. «Molte sono sul set, molte non sono state ancora informate, ma speriamo – spiegano – che le firme crescano sempre di più perché serve un nuovo equilibrio fra uomini e donne sul lavoro, a partire dalla parità di compenso per parità di incarichi e da un pari accesso alla professione e ai luoghi di potere». 
Elisabetta Pagani  

DISSENSO COMUNE  
Dalle donne dello spettacolo a tutte le donne. Unite per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini.  

Da qualche mese a questa parte, a partire dal caso Weinstein, in molti paesi le attrici, le operatrici dello spettacolo hanno preso parola e hanno iniziato a rivelare una verità così ordinaria da essere agghiacciante. Questo documento non è solo un atto di solidarietà nei confronti di tutte le attrici che hanno avuto il coraggio di parlare in Italia e che per questo sono state attaccate, vessate, querelate, ma un atto dovuto di testimonianza.. Noi vi ringraziamo perché sappiamo che quello che ognuna di voi dice è vero e lo sappiamo perché è successo a tutte noi con modi e forme diverse. Noi vi sosteniamo e sosterremo in futuro voi e quante sceglieranno di raccontare la loro esperienza. 

Quando si parla di molestie quello che si tenta di fare è, in primo luogo, circoscrivere il problema a un singolo molestatore che viene patologizzato e funge da capro espiatorio. Si crea una momentanea ondata di sdegno che riguarda un singolo regista, produttore, magistrato, medico, un singolo uomo di potere insomma. Non appena l’ondata di sdegno si placa, il buonsenso comune inizia a interrogarsi sulla veridicità di quanto hanno detto le “molestate” e inizia a farsi delle domande su chi siano, come si comportino, che interesse le abbia portate a parlare. Il buon senso comune inizia a interrogarsi sul libero e sano gioco della seduzione e sui chiari meriti artistici, professionali o commerciali del molestatore che alla lunga verrà reinserito nel sistema. Così facendo questa macchina della rimozione vorrebbe zittirci e farci pensare due volte prima di aprire bocca, specialmente se certe cose sono accadute in passato e quindi non valgono più.  
Insomma, che non si perda altro tempo a domandarci della veridicità delle parole delle molestate: mettiamole subito in galera, se non in galera al confino, se non al confino in convento, se non in convento almeno teniamole chiuse in casa. Questo e solo questo le farà smettere di parlare! 

Ma parlare è svelare come la molestia sessuale sia riprodotta da un’istituzione. Come questa diventi cultura, buonsenso, un insieme di pratiche che noi dovremmo accettare perché questo è il modo in cui le cose sono sempre state, e sempre saranno.  

La scelta davanti alla quale ogni donna è posta sul luogo di lavoro è: “Abituati o esci dal sistema”.  

Non è la gogna mediatica che ci interessa. Il nostro non è e non sarà mai un discorso moralista. La molestia sessuale non ha niente a che fare con il “gioco della seduzione”. Noi conosciamo il nostro piacere, il confine tra desiderio e abuso, libertà e violenza.  

Perché il cinema? Perché le attrici? Per due ragioni. La prima è che il corpo dell’attrice è un corpo che incarna il desiderio collettivo, e poiché in questo sistema il desiderio collettivo è il desiderio maschile, il buonsenso comune vede in loro creature narcisiste, volubili e vanesie, disposte a usare il loro corpo come merce di scambio pur di apparire. Le attrici in quanto corpi pubblicamente esposti smascherano un sistema che va oltre il nostro specifico mondo ma riguarda tutte le donne negli spazi di lavoro e non.  

La seconda ragione per cui questo atto di accusa parte dalle attrici è perché loro hanno la forza di poter parlare, la loro visibilità è la nostra cassa di risonanza. Le attrici hanno il merito e il dovere di farsi portavoce di questa battaglia per tutte quelle donne che vivono la medesima condizione sui posti di lavoro la cui parola non ha la stessa voce o forza.  

La molestia sessuale è fenomeno trasversale. È sistema appunto. È parte di un assetto sotto gli occhi di tutti, quello che contempla l’assoluta maggioranza maschile nei luoghi di potere, la differenza di compenso a parità di incarico, la sessualizzazione costante e permanente degli spazi lavorativi. La disuguaglianza di genere negli spazi di lavoro rende le donne, tutte le donne, a rischio di molestia poiché sottoposte sempre a un implicito ricatto. Succede alla segretaria, all’operaia, all’immigrata, alla studentessa, alla specializzanda, alla collaboratrice domestica. Succede a tutte. 

Nominare la molestia sessuale come un sistema, e non come la patologia di un singolo, significa minacciare la reputazione di questa cultura . 

Noi non siamo le vittime di questo sistema ma siamo quelle che adesso hanno la forza per smascherarlo e ribaltarlo.  

Noi non puntiamo il dito solo contro un singolo “molestatore”. Noi contestiamo l’intero sistema.  

Questo è il tempo in cui noi abbiamo smesso di avere paura.  

1.Alessandra Acciai 
2.Elisa Amoruso  
3.Francesca Andreoli 
4.Michela Andreozzi 
5.Ambra Angiolini 
6.Alessia Barela 
7.Chiara Barzini 
8.Valentina Bellè  
9.Sonia Bergamasco 
10.Ilaria Bernardini 
11.Giulia Bevilacqua 
12.Nicoletta Billi 
13.Laura Bispuri 
14.Barbora Bobulova 
15.Anna Bonaiuto 
16.Donatella Botti 
17.Laura Buffoni 
18.Giulia Calenda 
19.Francesca Calvelli 
20.Maria Pia Calzone 
21.Antonella Cannarozzi 
22.Cristiana Capotondi 
23.Anita Caprioli 
24.Valentina Carnelutti 
25.Sara Casani 
26.Manuela Cavallari 
27.Michela Cescon 
28.Carlotta Cerquetti 
29.Valentina Cervi  
30.Cristina Comencini 
31.Francesca Comencini 
32.Paola Cortellesi 
33.Geppi Cucciari 
34.Francesca D’Aloja 
35.Caterina D’Amico 
36.Piera De Tassis 
37.Cecilia Dazzi 
38.Matilda De angelis 
39.Orsetta De Rossi 
40.Cristina Donadio 
41.Marta Donzelli 
42.Ginevra Elkann 
43.Esther Elisha 
44.Nicoletta Ercole 
45.Tea Falco 
46.Giorgia Farina 
47.Sarah Felberbaum  
48.Isabella Ferrari  
49.Anna Ferzetti 
50.Francesca Figus 
51.Camilla Filippi 
52.Liliana Fiorelli 
53.Anna Foglietta 
54.Iaia Forte 
55.Ilaria Fraioli 
56.Elisa Fuksas 
57.Valeria Golino 
58.Lucrezia Guidone 
59.Sabrina Impacciatore 
60.Lorenza Indovina 
61.Wilma Labate 
62.Rosabell Laurenti 
63.Antonella Lattanzi  
64.Doriana Leondeff 
65.Miriam Leone  
66.Carolina Levi 
67.Francesca Lo Schiavo 
68.Valentina Lodovini 
69.Ivana Lotito 
70.Federica Lucisano 
71.Gloria Malatesta 
72.Francesca Manieri 
73.Francesca Marciano 
74.Alina Marazzi 
75.Cristiana Massaro 
76.Lucia Mascino 
77.Giovanna Mezzogiorno  
78.Paola Minaccioni 
79.Laura Muccino 
80.Laura Muscardin 
81.Olivia Musini 
82.Carlotta Natoli 
83.Anna Negri 
84.Camilla Nesbitt 
85.Susanna Nicchiarelli 
86.Laura Paolucci 
87.Valeria Parrella 
88.Camilla Paternò  
89.Valentina Pedicini 
90.Gabriella Pescucci 
91.Vanessa Picciarelli 
92.Federica Pontremoli 
93.Benedetta Porcaroli 
94.Daniela Piperno 
95.Vittoria Puccini 
96.Ondina Quadri 
97.Costanza Quatriglio 
98.Isabella Ragonese  
99.Monica Rametta 
100.Paola Randi 
101.Maddalena Ravagli  
102.Rita Rognoni  
103.Alba Rohrwacher  
104.Alice Rohrwacher 
105.Federica Rosellini  
106.Fabrizia Sacchi 
107.Maya Sansa 
108.Valia Santella 
109.Lunetta Savino 
110.Greta Scarano 
111.Daphne Scoccia 
112.Kasia Smutniak 
113.Valeria Solarino 
114.Serena Sostegni 
115.Daniela Staffa  
116.Giulia Steigerwalt 
117.Fiorenza Tessari  
118.Sole Tognazzi 
119.Chiara Tomarelli 
120.Roberta Torre 
121.Tiziana Triana 
122.Jasmine Trinca 
123.Adele Tulli 
124.Alessandra Vanzi 

Alcuni diritti riservati.



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