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Interrogatorio e stato di fermo per Tariq Ramadan, da questa mattina nei locali della polizia giudiziaria parigina che indaga per accuse di stupro e violenze nei suoi confronti. Il controverso teologo islamico ha sempre negato tutto, ma restano le accuse dettagliate di due donne che, nella scia del caso Weinstein, hanno assunto nuovo valore.  

Le denunce, presentate ad ottobre a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, sono già costate al teologo, accusato di predicare l’islam radicale dietro il paravento dei suoi incarichi accademici, l’incarico di professore di studi islamici all’università di Oxford. Gli resta l’incarico all’Università di Ginevra, dove ha un dottorato, dopo che nel 2004 George W. Bush gli negò il visto negli Usa, dove aveva ottenuto un posto all’Università dell’Indiana. 

Cinquantacinque anni, svizzero di famiglia egiziana, Ramadan è nipote del fondatore dei Fratelli musulmani, organizzazione fondamentalista alla quale ha dedicato la sua tesi di dottorato. Molto popolare negli ambienti conservatori musulmani, è considerato un estremista dai laici, che lo accusano di perseguire una strategia di infiltrazione islamico-radicale e di essere fondamentalmente antisemita. Un’accusa, quest’ultima, che lui ha sempre respinto, controbattendo che il suo è un convinto antisionismo. A più riprese è stato accusato di coprire ambienti radicali e di spingere le giovani musulmane a portare il velo. 

La prima a denunciarlo è stata Henda Ayari, che accusa Ramadan di averla violentata in un hotel di Parigi nel 2012. Lo scrisse dapprima sulla sua pagina Facebook e in un libro del 2016, senza diffondere le generalità dell’accusato. I legali di Ramadan avrebbero presentato ai giudici stralci di conversazione su Facebook fra il loro cliente e la querelante, in cui la Ayari avrebbe fatto avances esplicite al teologo, che non le ha risposto. La seconda denuncia risale a presunti fatti del 2009, avvenuti in un hotel di Lione. La donna, in questo caso, ha mantenuto l’anonimato ma avrebbe fornito certificati medici al tribunale. 

Le due denunce sono suffragate anche da documenti forniti dalla saggista francese Caroline Fourest, femminista e nemica giurata di Ramadan, il quale ha controbattuto denunciando la Fourest già a novembre per subornazione di testimone. La Ayari, da parte sua, ha presentato una seconda denuncia dopo essere stata presa di mira con offese e minacce da sostenitori del teologo accorsi in sua difesa. In Svizzera, Ramadan ha annunciato ad inizio novembre – su Twitter – una denuncia per diffamazione dopo accuse nei suoi confronti di abusi sessuali su minorenni pubblicate dal quotidiano La Tribune de Geneve. 

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