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Cosa nostra ha già intrapreso una svolta imprenditoriale nel settore delle scommesse. Grazie a un insospettabile manager. Questa mattina, poliziotti dello Sco e della squadra mobile di Palermo hanno arrestato Benedetto Ninì Bacchi: il “re” siciliano del gioco on line è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Con lui sono finite in manette altre 30 persone, tutte accusate di aver costituito una rete di affari al servizio delle cosche. I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa al riciclaggio, al trasferimento fraudolento di valori, alla truffa ai danni dello Stato. L’ultima indagine della Direzione distrettuale antimafia diretta da Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Salvatore De Luca è riuscita ad entrare nei segreti finanziari dei clan. I boss hanno fatto il salto di qualità: non più solo la gestione di singole agenzie, ma un accordo con l’insospettabile imprenditore che curava alcuni fra i più noti circuiti di scommesse. Il patto con la mafia avrebbe portato a Bacchi il monopolio nel settore, attraverso la gestione di 700 agenzie in tutta Italia – agenzie abusive – e a un giro d’affari di un milione di euro al mese. Parte degli introiti, fra i 300 e gli 800 mila euro all’anno, veniva poi distribuita all’organizzazione mafiosa. Il tesoro di Bacchi è a Malta, dove la procura chiede di sequestrare quattro società.Palermo, in manette il “re” delle scommesse. “Fa affari con i boss”



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