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ROMA – Anche i giganti di Internet – come Google o Facebook – devono garantire “pari opportunità” ai candidati e ai partiti in corsa per le elezioni politiche del 4 marzo. Il Garante per le Comunicazioni (l’AgCom) detta una serie di raccomandazioni alle piattaforme digitali. Questa piattaforme – attenzione – non possono e non devono fare proprie tutte le norme che sono scritte nella legge 28 del 2000 sulla par condicio, pensate per la radio e la televisione. Ma devono comunque “uniformarsi ai princìpi che animano il dettato normativo”.Il Garante indica prima di tutto i soggetti politici che intende tutelare. Sono:1) nella prima fase della campagna elettorale, le forze che vantano una rappresentanza parlamentare nelle assemblee da rinnovare (o al Parlamento europeo);2) nella seconda fase, le liste (e coalizioni di liste) che si presentano “in tante circoscrizioni da interessare almeno un quarto degli elettori su base nazionale”.Google, Facebook, i principali social network dovranno:- informare questi soggetti politici “degli strumenti che possono mettere a loro disposizione per coadiuvare la comunicazione politica online”;- precisare sempre la natura di “messaggio elettorale” delle inserzioni e il soggetto politico committente;- bloccare tempestivamente messaggi o videomessaggi con contenuti illeciti, oppure lesivi dell’onore di altri partiti o candidati.L’AgCom chiede anche un canale privilegiato perché possa segnalare alle piattaforme digitali e ai siti la pubblicazione di sondaggi negli ultimi 15 giorni della campagbna, quando i sondaggi appunto non possono più essere divulgati. Massima vigilanza anche sulle istituzioni. Nella loro comunicazione, i ministeri e gli enti locali dovranno evitare forme anche surrettizie o subliminali di propaganda. Il Garante – se ne troverà di irregolari – potrà segnalarle ai motori di ricerca e ai social perché le oscurino.Google e le altre piattaforme si sono già impegnate a contrastare con vigore le notizie artefatte, false. E il Garante indica loro una tipologia specifica di “finzione” che va combattuta. Vanno subito cancellate “montature di interventi o dichiarazioni di un soggetto, che attribuiscano a questi false affermazioni o posizioni non rispondenti al vero”.Siti, motori di ricerca, social devono infine evitare che i candidati o i loro partiti rompano il silenzio elettorale nel giorno delle votazioni e in quello precedente, che sarebbero sacri anche nell’era della comunicazione digitale.@ aldofontanarosa



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