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I Carabinieri del nucleo Operativo della Compagnia Vomero hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip partenopeo su richiesta della Dda di Napoli a carico di 8 persone accusate di una serie di reati aggravati da finalità mafiose che vanno da omicidi a lesioni personali aggravate, e alla detenzione e porto illegale di armi e munizioni e bombe a mano.  

Le indagini, coordinate dalla Dda partenopea, hanno fatto luce su alcuni dei fatti di sangue che caratterizzarono la faida di camorra scoppiata nel 2012 tra il clan camorristico della «Vanella Grassi» e quello degli «Abete Abbinante Notturno». Entrambi erano attivi nella gestione delle «piazze di spaccio» di Scampia ed entrarono in guerra per il predominio sul lotto G, un insediamento di edilizia popolare all’epoca sotto il controllo della «Vanella Grassi», innescando una faida che portò a 27 omicidi. In particolare, sono stati individuati mandanti e autori di due omicidi, quello di Rosario Tripicchio, avvenuto il 5 gennaio 2012 a Giugliano in Campania, nel napoletano, e quello di Roberto Ursillo, parente e affiliato ad Antonio Bastone, ucciso a Chiaiano il 17 settembre 2012 da un commando della «Vanella Grassi».  

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Fatta luce anche su due inquietanti episodi: il lancio di alcune bombe a mano da parte degli «Abete Abbinante Notturno» il 15 dicembre 2012: la prima fu lanciata in un cortile delle case celesti, un insediamento popolare al confine con Secondigliano, non esplose per un malfunzionamento; la seconda bomba a mano venne lanciata poco dopo nel cortile del Lotto G e il suo scoppio provocò il ferimento di 2 minorenni ed il danneggiamento di 9 auto. Con tali atti gli «Abete Abbinante Notturno» volevano mostrare in maniera plateale agli avversari, e soprattutto a Barretta, la loro forza e superiorità militare. Ma il lancio della bomba in pieno pomeriggio aveva sfiorato la strage e questo fece calare i loro appoggi tra la gente di Scampia e ne decretò la sconfitta dal punto di vista militare.  

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