CONDIVIDI

FIUME – E' finita con i fuochi d'artificio dell'Armada, la turbolenta curva ultrà del Rijeka. Si temeva che potesse interrompere la partita, per contestare il presidente Miskovic, che entro Natale rileverà il club dal proprietario dello Spezia Volpi, la cui gigantografia soggiorna tuttora all'ingresso della tribuna. Invece erano fuochi di festa per la vittoria contro il Milan delle riserve e dei giovani, che ritorna mesto a casa. Tradito anche dai veterani e in particolare da Biglia, uno dei due titolari superstiti (l'altro era Romagnoli, squalificato in campionato), ha compromesso subito l'ultimo e ininfluente impegno nel girone D di Europa League.

RISERVE BOCCIATE – Il 2-0 è ininfluente, ma fastidioso per come hanno giocato alcuni teorici punti di forza potenziali, su tutti André Silva. Dati la qualificazione ai sedicesimi di finale e il primo posto già acquisiti, Gattuso ha voluto risparmiare la fatica a chi giocherà domenica a San Siro col Bologna e aveva bisogno di allenarsi per migliorare la carente condizione fisica. L'idea dichiarata era anche di offrire la vetrina a chi gioca meno. Ma nessuno l'ha davvero sfruttata. Così, al suo debutto nelle coppe, il neoallenatore del Milan ha incassato una piccola delusione in casa del Rijeka, già eliminato ma desideroso di prendersi uno scalpo illustre nel caldo stadietto di Rujevica.

BIGLIA APPANNATO – L'inizio della squadra di scorta è stato traumatico. Col solo preavviso di un paio di appoggi comodi sbagliati da Biglia, che si è riappropriato della regia davanti alla difesa, ma è sembrato ancora affaticato e dovrà restituire il posto a Montolivo. E' stato proprio l'argentino, che pativa il pressing di Puljic, a causare con un fallo sul trequartista avversario la punizione dello svantaggio dopo appena 7'. La traiettoria liftata di Puljic ha vanificato il tuffo di Storari, rimpiazzo di Donnarumma. Della reazione si sono incaricati soprattutto il lottatore Locatelli e l'impetuoso Antonelli, i due più intraprendenti. Ma è mancata la precisione dei passaggi in verticale, mentre il semidebuttante Zanellato è di rado entrato nel gioco, a parte l'incursione fermata in uscita bassa dal portiere Sluga.

SILVA ABULICO – La coppia di punta Silva-Cutrone, finora felice in Europa, non è stata raggiunta da molti palloni addomesticabili. Ha tuttavia inciso sul rendimento dell'attacco l'abulia del portoghese, che si è mosso quasi sempre spalle alla porta, a differenza del più mobile Cutrone, e ha addirittura incassato un'ammonizione, per un fallo di frustrazione a centrocampo. Nella difesa a 3 ha retto per un po' il centrale Paletta, al debutto stagionale. Romagnoli si è limitato all'ordinario. Zapata si è lasciato sfuggire ancora Puljic: colpo di testa a lato. Il colombiano ha soltanto in parte compensato l'errore col primo vero guizzo milanista del primo tempo: sul suo lancio Cutrone ha agganciato in area e tentato il pallonetto, ma era troppo decentrato per colpire il bersaglio.

RIPARTENZA CHOC – Il bersaglio lo ha invece centrato subito il Rijeka al rientro dall'intervallo. La molle opposizione di Zapata e Calabria ha permesso a Kvrzic di crossare dal fondo un rasoterra, sul quale Gavranovic ha bruciato Paletta: il tocco incrociato ha beffato ancora Storari. Come nel primo tempo, sono stati soltanto Locatelli, Antonelli e Cutrone a mostrare un minimo di efficacia. Con un'azione personale Locatelli si è infilato in area da sinistra e ha porto il pallone all'indietro ad Antonelli per il tiro rimpallato in corner. La lentezza di un Milan languido, tecnicamente non irreprensibile e senza cambi di ritmo ha però ingessato la serata a una serie di giocate orizzontali.

CAMBIO TATTICO – Per accendere almeno una scintilla, Gattuso ha corretto il modulo: 4-4-2, con Calabria e Romagnoli terzini, Zanellato (poi sostituito da Abate) e Antonelli esterni avanzati. Il numero dei cross è aumentato, non la concretezza: Cutrone ha schiacciato di testa a lato, dove è finita anche una punizione di Biglia: tardivo segnale di risveglio dal suo torpore. Il molle Silva non ha smesso di perdere palloni e contrasti. Ma non è stato lui a fare posto all'esordiente Forte, che con Gattuso quest'anno è diventato il centravanti della Primavera e che stavolta si è piazzato a fare l'esterno sinistro. Non era più possibile aggiustare la situazione. Per farlo, contro il Bologna, serviranno i titolari lasciati a riposo.

RIJEKA-MILAN 2-0
Marcatori: 7' Puljic, 2' st Gavranovic.
Rijeka (4-2-3-1): Sluga; Vesovic, Zuparic, Elez, Zuta; Males, Pavicic; Acosty (31' st Puncec), Gavranovic (35' st Crnic), Kvrzic (40' st Mavrias); Puljic. A disp.: Prskalo, Lepinjica, Santek, Celikovic. All. Kek.
Milan (3-5-2): Storari; Zapata, Paletta, Romagnoli; Calabria, Zanellato (30' st Abate), Biglia, Locatelli, Antonelli (35' st Forte); Cutrone, André Silva. A disp.: A. Donnarumma, Montolivo, Bonucci, Abate, Musacchio, Forte, Gabbia. All. Gattuso.
Arbitro: Vad (Ungheria).
Note. Ammoniti: Males (R); Andre Silva, Antonelli (M).

Articolo Originale

Rispondi