CONDIVIDI

Il presidente del Coni si rivolge al numero uno della Figc: "Non posso commissariare la federazione, ma al posto di Tavecchio mi dimetterei".

Ci si attendeva un terremoto, ma per il momento tutto tace. Dopo lo 0-0 tra Italia e Svezia che ci è costato il passaggio al Mondiale di Russia 2018, non è ancora saltata una testa.

Non sono arrivate le dimissioni di Ventura né un gesto forte del presidente federale Carlo Tavecchio, che si è limitato ad annunciare una riunione per la giornata di domani.

Nel frattempo continuano a fioccare le dichiarazioni su questo disastro sportivo. Le ultime parole sono del presidente del Coni Giovanni Malagò:

Al posto di Tavecchio mi dimetterei. Questa è una clamorosa eliminazione che deve portare un uomo di istituzioni a ragionare con il buon senso.

Poi spiega perché non può commissariare la federazione:

Per farlo devono sussistere tre scenari: la giustizia sportiva non funziona, è in dubbio la regolarità dei campionati o ci sono gravi irregolarità amministrative. Questi tre fatti non sussistono e quindi non ci sono gli strumenti per un commissariamento.

Sul progetto tecnico di Ventura:

L'inizio del suo progetto tecnico era legato a un'altra figura molto significativa: Marcello Lippi. Questa idea non è andata a buon fine e Ventura è diventato il responsabile di tutte le squadre nazionali. La scommessa si è rivelata perdente. Se adesso Tavecchio crede ancora di essere la persona più idonea per portare avanti il nuovo corso della Federcalcio, deve assumersi la responsabilità di questa decisione.

Sul contratto del ct:

Sembra che il rinnovo fino al 2020 sarebbe entrato in vigore solo in caso di qualificazione al Mondiale. Ora siamo a fine novembre e credo che l'accordo sia valido ancora per qualche mese, ma cambia poco: Ventura non ha il rinnovo. Gli elementi sono chiari su di lui.

Gianni Malagò

Italia, flop storico. Il Ministro dello Sport: "Il calcio italiano va rifondato"

"Il calcio italiano va rifondato. Per farlo serve il coraggio di prendere decisioni e fare scelte importanti". Così ha esordito il Ministro dello Sport Luca Lotti.

Adesso – ha proseguito Lotti – tutti devono fare la loro parte. Noi come Governo siamo già all'opera per dare una mano al calcio con la riforma dei diritti televisivi. Ventura e Tavecchio prendano le loro decisioni, ma bisogna sfruttare questo momento per rimettere le cose al loro posto, dai settori giovanili fino alla Serie A. Siamo davanti anche a un problema culturale, che nasce nella scuola calcio e nelle tribune dove si siedono i giocatori.

Malagò e Lotti Malagò e Lotti

Le dichiarazioni di Buffon sono chiare: tutti dobbiamo dare un contributo per far ripartire il mondo del calcio. C'è qualcosa che non va e non si è capito dalla partita con la Svezia: negli ultimi due Mondiali non abbiamo superato neanche la fase a gironi e non si riesce a eleggere il presidente della Lega di A e di B. Il lavoro da fare è molto.

Articolo Originale

Rispondi