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Il giorno dopo l’apocalisse, per dirla alla Tavecchio, è quello delle parole. Non solo di circostanza. «Se fossi Tavecchio mi dimetterei», sibila il presidente del Coni, Giovanni Malagò, senza badare alla diplomazia. «Siamo profondamente amareggiati e delusi per la mancata qualficazione al Mondiale», le lacrime di coccodrillo del numero della Federcalcio. Parole, per ora, soltanto parole. Per qualche fatto concreto, infatti, bisognerà attendere almeno domani pomeriggio, quando in Federcalcio si riuniranno, neanche tanto per direttissima, tutte le componenti federali per «fare un’analisi approfondita e decidere le scelte future».

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Per ora, all’indomani del lunedì nero del calcio italiano, si naviga a vista. Il Coni aspetta le prossime mosse della Figc. «Il presidente del Coni può e deve commissariare una federazione solo se accadono tre fatti: mancato funzionamento della giustizia sportiva, irregolarità dei campionati e gravi irregolarità amministrative. A oggi nella Federcalcio non c’è nessuna di queste tre condizioni. Poi c’è un altro discorso che riguarda le responsabilità e le competenze sportive che sono sotto gli occhi di tutti: dal 1958 non ci era mai successo di stare fuori dal Mondiale. La Nazionale, dopo il 2006, non ha collezionato grandi risultati, l’Under 21 ha mancato la qualificazione alle ultime due edizioni olimpiche e nel calcio femminile manchiamo da sempre dalle grandi competizioni», precisa Malagò a margine della presentazione del contratto di finanziamento da parte di UBI Banca e Istituto per il Credito Sportivo per l’acquisizione e successiva ristrutturazione del nuovo stadio dell’Atalanta.

«Se fossi Tavecchio mi dimetterei – affonda il numero uno dello sport italiano – anche perché così facendo si salverebbero le cose buone fatte in questo periodo di presidenza. Se Tavecchio ritiene di essere la persona adatta per portare avanti il nuovo corso, si prenderà le sue responsabilità. Non credo che le dimissioni di Ventura siano il punto focale dell questione. Di fatto avendo il rinnovo nel contratto subordinato alla qualificazione ai Mondiali, cambia poco se l’ufficialità sarà oggi o tra venti giorni. Vorrei anche ricordare che inizialmente il percorso con Ventura era legato alla presenza in Federcalcio di Marcello Lippi. È come se a un direttore generale non gli avessero messo sopra un amministratore delegato. Vorrei ringraziare Buffon: ci ha messo la faccia come sempre».

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«Giornata sportivamente molto triste – il pubblico pensiero di Luca Lotti, Ministro per lo Sport – il mondo del calcio deve essere rifondato. Vanno finalmente prese le scelte che negli anni passati non si è voluto o potuto prendere. I problemi non li abbiamo scoperti di certo ieri, non vincendo una partita con la Svezia. Se non riusciamo a eleggere vertici di A e B significa che da qualche mese c’è qualcosa che non va. È una questione generale, un problema che riguarda tutti, anche culturale. Di come si insegna a fare calcio, di come anche i genitori stanno in tribuna. Spetta a Tavecchio e Ventura decidere se prendere delle decisioni importanti. Credo che sia necessario cogliere questo momento per mettere a posto tutto il calcio italiano, dai settori giovanili alla Serie A».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’ex premier Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico: «La serata di ieri serata di ieri per alcuni aspetti purtroppo “storica” impone a tutto il movimento calcistico una riflessione, in primis al presidente Tavecchio e al ct Ventura. Il calcio in Italia mai come in questo momento ha la necessità di essere totalmente rifondato, a cominciare da come stiamo intribuna nelle partite giovanili noi genitori fino ai diritti televisivi e alla promozione del calcio italiano all’estero. Non partecipare al Mondiale di Russia e’ una sberla enorme. Facciamo sì che aiuti tutti a cambiare radicalmente, da subito».

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