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Da molti giorni si sapeva che Romano Prodi non avrebbe partecipato alla manifestazione per il decennale della nascita del Pd, previsto per oggi al Teatro Eliseo di Roma. Ma all’ assenza di Prodi, si aggiunge il giudizio molto amaro diffuso da Arturo Parisi, amico del Professore e soprattutto vero ispiratore del bipolarismo italiano e del Pd “maggioritario. Dice il professor Parisi: «Dopo l’approvazione del Rosatellum, grave nel merito e nel metodo, il decennale del Pd invece di un giorno di festa s’è trasformato in un giorno di lutto».

Oggi, all’Eliseo, il teatro che ospitò un famoso discorso di Enrico Berlinguer, si terrà una manifestazione nel corso della quale parleranno il segretario del Pd Matteo Renzi e colui che è stato il primo leader del partito, Walter Veltroni. Mancherà il secondo segretario del Pd, Pierluigi Bersani, oramai fuori dal partito, ma le assenze più pesanti sono quelle di Prodi e Parisi. Il Professore è stato, nel 1996, il primo capo del governo di una coalizione progressista nella storia italiana, sulla scorta di una legge elettorale maggioritaria, il Mattarellum, che negli anni precedenti era stato approvato sulla spinta di due referendum popolari, che erano stati “ispirati” proprio da Arturo Parisi, che è stato anche il primo a proporre in Italia il modello delle Primarie.

Senza Parisi e Prodi probabilmente non ci sarebbe mai stata la stagione della «democrazia governante», quella che ha visto i cittadini partecipare più direttamente alle scelte politiche, con l’elezione diretta dei sindaci, dei presidenti di Regione, dei parlamentari nei collegi. E proprio per questo le parole dell’ex ministro della Difesa sono al tempo stesso amare e severe: «Ricordo che 12 anni fa, quando Berlusconi c’impose il Porcellum, almeno non lo fece con la fiducia. Quanto a domani, noto almeno una sciatteria dell’organizzazione nel coordinamento delle agende. E dire che io e Romano qualche ruolo l’abbiamo avuto». E ancora: «Debbo dire che mi è stato risolto un problema. L’approvazione della Legge Rosato che il Pd ha salutato con un boato gioioso ha trasformato quello che avrei condiviso come un giorno di festa in un giorno di lutto».

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