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Manipolazione dei verbali dell'audizione del procuratore di Modena, Lucia Musti al Csm. È questa la linea difensiva del Capitano Ultimo che vuole querelare il quotidiano «La Repubblica». Spiega il suo difensore, Francesco Romito: «Chiederò al Csm copia integrale del verbale dell'audizione della Pm di Modena per intraprendere ogni azione legale prevista dalla legge a tutela del mio assistito». Secondo la difesa del Capitano Ultimo, il procuratore di Modena al Csm avrebbe spiegato che incontrò Ultimo nel 2015, quando il vicecomandante del Noe gli consegnò gli atti della inchiesta Cpl-Concordia di sua competenza. E Ultimo non avrebbe potuto parlargli di Renzi, («Lei ha una bomba in mano che può fare scoppiare») perché in quella inchiesta semmai era emerso solo il nome di Massimo D'Alema e non quello dell'ex premier. Sarebbe stato invece il capitano Scafarto, nel giugno del 2016, a consegnare al procuratore di Modena gli atti di Consip e in quella occasione avrebbe spiegato al procuratore lo scenario della stessa inchiesta.

Ecco perché capitano Ultimo non avrebbe potuto parlare di Renzi

E in ogni caso il capitano Ultimo non avrebbe potuto parlargli di Renzi anche perché nel marzo del 2016 andò a lavorare nei servizi segreti Esteri. Tra l'altro, spiega il difensore dell'ufficiale dell'Arma, Ultimo dall'agosto del 2015 non aveva più le deleghe di polizia giudiziaria, revocate dal Comando generale dell'Arma. E prima di trasferirsi ai Servizi, al Noe della inchiesta Consip era arrivata solo una delega della Procura di Napoli sull'ospedale Cardarelli e su un traffico di rifiuti. E, dunque, Ultimo vuole capire perché si è stravolta la realtà, perché è stato trascinato nel verminaio della inchiesta Consip e sospettato di mettere a rischio la democrazia in Italia.

Capitano Ultimo ieri si è «consegnato» al silenzio

La difesa dell'ufficiale dei carabinieri che catturò il capo dei Corleonesi Totò Riina, gioca d'anticipo, chiedendo le ragioni della manipolazione della verità. Il Capitano Ultimo ieri si è «consegnato» al silenzio, dopo le precisazioni dell'altro giorno all'Ansa che sono state censurate dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, e dal ministro delle Infrastrutture Del Rio. Alcuni esponenti del Pd, il presidente Orfini in testa, hanno addirittura ipotizzato un tentativo di tramare contro le istituzioni da parte di ufficiali dell'Arma. Nei prossimi giorni il Comando generale dell'Arma valuterà se sospendere il colonnello Sergio De Caprio, per le sue dichiarazioni (il ministro Pinotti ha messo in discussione "l'opportunità” delle sue parole).

Ultimo non era coinvolto nella inchiesta Consip

L'iniziativa del legale di Ultimo va anche nella direzione di chiarire appunto che il suo assistito non era coinvolto nella inchiesta Consip. E di denunciare i tentativi di manipolazione della verità. Paradossalmente, come al capitano Scafarto è stata contestata la manipolazione delle indagini sul coinvolgimento del papà dell'ex premier Renzi nella vicenda degli appalti Consip, così la deposizione del procuratore di Modena è stata perlomeno forzata, accostando il colonnello De Caprio al capitano Scafarto. Lui, con l'inchiesta Consip non c'entra nulla. La sua difesa è chiara: non ha impostato, avviato, diretto quelle indagini.

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