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Tre bottigliette piene di benzina, che non sono esplose perché non erano accese, sono state lanciate da persone non ancora identificate, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, sul terrazzino della villetta di Montesardo, frazione di Alessano, dove vive la famiglia di Lucio, il ragazzo di 17 anni reo-confesso dell'omicidio della sua fidanzata, Noemi Durini, di 16 anni, di Specchia. La notizia è riportata su alcuni giornali locali. In quel momento i genitori del ragazzo erano in casa e hanno dato l'allarme. L'abitazione viene ora piantonata notte e giorno dai carabinieri che hanno recuperato le bottiglie incendiarie. Sono ora al vaglio degli inquirenti i filmati di alcune telecamere private installate nella zona.

Tra le famiglie è in atto una guerra con accuse reciproche

Tra le due famiglie, quella del 17enne reo confesso e quella della vittima, è in atto una guerra ad alta tensione con accuse reciproche. Su disposizione del Prefetto di Lecce Claudio Palomba si é deciso di potenziare il servizio di sorveglianza anche in via Madonna del Passo, davanti casa della famiglia di Noemi, a Specchia. La notizia del lancio delle bottiglie piene di benzina era stata tenuta segreta dagli investigatori per non alimentare ulteriormente il clima di odio tra le due famiglie e le due comunità.

Contro il padre di Lucio accuse dirette del papà di Noemi

La tensione tra le due famiglie sembra inevitabilmente destinata a salire alle stelle. Pochi giorni fa, subito dopo il ritrovamento del cadavere di Noemi, il papà della ragazzasi è recato a casa dell'assassino, formulando accuse nei confronti del genitore di Lucio. "E' stato il papà del ragazzo a uccidere Noemi". L'uomo, ripreso dalle telecamere di Quarto Grado, è andato a casa dei genitori del giovane e ha iniziato a prendere a calci il cancello dell'abitazione, urlando "bastardo, esci fuori". E' stato necessario l'intervento dei carabinieri per calmarlo. Durini si è poi sfogato ai microfoni della trasmissione, sostenendo di aver aiutato il ragazzo più volte quando era stato cacciato di casa dai suoi genitori. "Adesso si spacciano per una famiglia unita, ma non è mai stato così".

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