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"A differenza di altri politici italiani, considero inopportuno schierarsi nelle elezioni di paesi amici. La Francia rimarrà per l’Italia un partner irrinunciabile chiunque vinca le elezioni". Gioca di fair play Silvio Berluscono che in un'intervista alla Stampa parla di Francia ma non solo. "Posso dire – afferma – che la signora Le Pen è portatrice di valori e di una cultura che non sono le nostre, anche se rappresentano sensibilità e stati d’animo diffusi in larghi strati della popolazione, non solo in Francia ma in tutta l’Europa. Sono sentimenti e ragioni che vanno rispettati e che non possono essere sbrigativamente liquidati come populismo. Macron è un brillante tecnocrate che viene dalla sinistra, anche se ne sta innovando lo stile e il linguaggio. Ma questa non è la nostra cultura liberale".

Sulla crisi Alitalia il cavaliere si difende: "Una cosa davvero grottesca è ricollegare – come qualcuno ha provato a fare – l’attuale crisi di Alitalia alle scelte compiute dal nostro governo nel 2008. Allora riuscimmo, e non ne sono affatto pentito, ad evitare che la compagnia di bandiera finisse non semplicemente in mani straniere – questo non sarebbe stato un grande problema, nell’era della globalizzazione – ma nelle mani di una compagnia aerea come Air France che aveva un ovvio interesse a ridimensionare Alitalia e ad orientare i flussi di traffico turistico e di business verso la Francia. Se poi le successive gestioni di Alitalia, gestioni private, hanno fallito, questo non modifica affatto la giustezza di quella scelta". E ancora: "Oggi io credo che ci troviamo in una condizione paradossale: non vi è alcuna ragione strutturale per la quale l’Italia, come ogni paese europeo, non possa avere una compagnia di bandiera utile al sistema paese. Alitalia può e deve andare avanti, ma non certo con denaro pubblico. Comunque sul suo futuro sarà il mercato a decidere, non la politica".

Tornando alla politica interne e a eventuali elezioni anticipati, Berlusconi dice: "È giusto che gli italiani si possano esprimere al più presto, ma questo non può essere un pretesto per evitare al Pd e al governo di assumersi la responsabilità di scelte difficili, conseguenza del cattivo governo degli ultimi anni. Di fronte al disastro dell’economia italiana, mettere in atto delle piccole tattiche elettorali sarebbe irresponsabile ed anche controproducente. Non credo che gli italiani siano ancora disposti a farsi prendere in giro". Su le alleanze afferma: "Se volessimo consegnare il paese a Grillo questa sarebbe la strada giusta. Se noi liberali facessimo un fronte comune con chi ha programmi e idee opposte alle nostre, significherebbe soltanto una cosa: che ci interessa solo il potere. Sono le farneticanti teorie dei grillini. Noi vogliamo vincere le elezioni con una proposta politica di qualità, coerente con i nostri valori, e affidata a persone credibili, per gran parte non politici di professione ma protagonisti stimati e apprezzati del mondo dell’impresa, delle professioni, della cultura".

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