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ASTENSIONISMO. Mai così tanti appelli a non votare tra intellettuali e militanti di sinistra. C’è chi propone soluzioni di compromesso come il “voto grigio”: scheda Macron alle presidenziali e per la sinistra classica alle politiche. Altri ancora immaginano di votare, ma solo dopo le 17 per esprimere il proprio dissenso. Il partito del “né né” potrebbe rappresentare il 25% degli elettori, sette punti in più del 2012.

BERLINO. Alle scorse presidenziali Angela Merkel aveva dato il suo appoggio a Nicolas Sarkozy. Questa volta, di fronte alla pluralità dei candidati all’Eliseo, per non offendere nessuno la Cancelliera ha ricevuto a Berlino prima François Fillon, poi Emmanuel Macron e infine anche il socialista Benoit Hamon. Par condicio.

DÉGAGISME. Termine coniato dallo slogan “Dégage!”, vattene, utilizzato durante le primavere arabe contro i raìs. Tanti protagonisti della vita politica francese sono stati spazzati via in nome del rinnovamento: un ex presidente (Sarkozy), un presidente in carica (Hollande), tre ex premier (Juppé, Valls, Fillon), un ex ministro (Hamon). L’ultima vittima del “Dégagisme” potrebbe essere Le Pen.

EUROPA. Macron ha fatto sventolare il vessillo europeo in tutti i suoi comizi, Le Pen ha chiesto di ritirarlo ovunque. Il ballottaggio di stasera assomiglia a un nuovo referendum sull’Europa come quello del 2005 sulla Costituzione europea in cui avevano vinto i “No” con il 55%.

FAMIGLIA. Prima il padre, poi la figlia e forse un giorno la nipote. Anche se la dinastia Le Pen non riuscirà a varcare le porte dell’Eliseo, continuerà a pesare sulla politica francese. Dopo Marine c’è già Marion che si scalda: alle prossime presidenziali avrà solo 32 anni.

MOGLIE. Le rivelazioni sul lavoro fittizio in parlamento della moglie di François Fillon hanno fatto precipitare le chance di vittoria del candidato della destra. L’altra moglie protagonista della campagna elettorale è Brigitte Macron, 63 anni. Con lei l’Eliseo ritroverebbe una première dame. Dopo la separazione da Valérie Trierweiler, Hollande è rimasto ufficialmente presidente celibe benché in coppia con l’attrice Julie Gayet.

OLOGRAMMA. Jean-Luc Mélenchon ha fatto un doppio comizio tra Parigi e Lione grazie alla tecnica dell’ologramma. Il successo è stato tale che ha replicato anche ad aprile in nove città, sempre avvalendosi di una società francese che ha sviluppato una tecnologia all’avanguardia finora usata solo per spettacoli e concerti.

PATRIOTI. È la parola contesa tra Le Pen e Macron. I lepenisti si chiamano tra di loro “patriotes”, si è persino ipotizzato di ribattezzare così il partito. La sera della vittoria al primo turno Macron si è definito come il «presidente dei patrioti contro il rischio dei nazionalismi».

ROTHSCHILD. L’etichetta di “banchiere” perseguita Macron. Tra il 2008 e il 2012 ha lavorato per la banca d’affari Rothschild & Cie, dove era soprannominato il “Mozart della finanza”. Se sarà eletto stasera, diventerà il secondo banchiere all’Eliseo: prima di lui c’era stato George Pompidou che pure aveva lavorato per Rothschild.

SCOOP. La stampa e il giornalismo d’inchiesta hanno dimostrato di pesare ancora con lo scoop del Canard Enchaîné sul PenelopeGate. La campagna ha avuto anche la sua dose di fake news, spesso diffuse dai candidati. All’indomani dell’uccisione di un poliziotto sugli Champs-Elysées, Fillon ha parlato di altri attacchi nella capitale, mai dimostrati. Le Pen ha detto 19 affermazioni false o incorrette durante il dibattito tv di mercoledì scorso.

TIC. “Pardon de vous le dire”, perdoni se glie lo dico, è diventato il tormentone di Macron che lo utilizza spesso per rispondere ai giornalisti. L’altro suo tic linguistico è “En même temps”, al tempo stesso, che utilizza per bilanciare gli argomenti, da perfetto leader centrista.

VVLADIMIR PUTIN. È il convitato di pietra dell’elezione. Il presidente russo aveva due “suoi” candidati alle presidenziali francesi: Fillon e Le Pen. La leader del Front National è andata a trovarlo al Cremlino il 24 marzo scorso e ha ottenuto da banche russe diversi prestiti per finanziare il suo partito.

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