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Sbaglia chi crede che il viaggio di Sergio Mattarella in Sudamerica sarà una di quelle trasferte dove si stringono soltanto le mani dei capi di Stato e si rilasciano dichiarazioni di rito sulle buone relazioni bilaterali, prima delle cene ufficiali con foto sorridenti. No, il presidente ha messo a punto un’agenda curiosa e interessante anche per lui, noto appassionato di storia e di spazio, di tutto ciò che sa di innovazione, tecnologia e diritti umani. Sì, perché gli argomenti si toccano eccome.

Sedici anni dopo Ciampi

Il prologo è breve: domenica mattina Mattarella atterrerà in Sud America per una doppia visita in Argentina e Uruguay. Due Paesi amici, che ospitano due grandi comunità italiane (930.000 iscritti all'Aire in Argentina e dei 115.000 in Uruguay), che intendono intensificare la collaborazione in campo politico, economico e scientifico con l’Italia. Due dei Paesi meno toccati dalla crisi venezuelana e dalla recessione dell’area, Argentina e Uruguay sono tra l'altro i capofila dell'area di libero scambio del Sud America, il Mercosur, che unisce 250 milioni di abitanti e con cui ci sarà un nuovo round di colloqui per il negoziato con la Ue. Questa la ‘mission’ ufficiale del viaggio. Il capo dello Stato arriva nei due Paesi sudamericani a 16 anni dalla visita di Carlo Azeglio Ciampi. Incontrerà il presidente argentino Mauricio Macri, a poco più di un anno dalla sua elezione, il presidente uruguaiano Tabare Vazquez (i due nella foto qui sotto), accompagnato dal ministero degli Esteri Angelino Alfano e dal sottosegretario allo Sviluppo Ivan Scalfarotto.

Un tuffo nella storia, anche quella più dolorosa

Primo giorno, primo tuffo nella storia argentina più dura. Mattarella visiterà l'Esma, l'ex scuola della marina argentina (è il primo presidente italiano ad entrarci), che divenne centrale degli orrori della dittatura, luogo di tortura e morte per migliaia di oppositori del regime del generale Videla dal 1976 al 1983. Nata come Escuela de Mecanica de la Armada, era la scuola per la formazione degli ufficiali della marina argentina a Buenos Aires. Ma negli anni della dittatura fu il più grande e attivo centro di detenzione illegale, tortura ed esecuzione sommaria degli oppositori. Si stima che vi siano passate più di 5.000 persone, sindacalisti, operai, studenti, religiosi interrogati, torturati e fatti sparire. La sua tragica attività cominciò il giorno stesso del colpo di stato, il 24 marzo 1976.

A casa dell’eroe dei due Mondi

Di diverso tenore la visita che il presidente farà giovedì a Montevideo, nella palazzina gialla di un piano, al 314 di calle de Mayo 25, la casa (foto qui sotto) che ospitò Giuseppe Garibaldi, appena sposato con Anita, durante i suoi sette anni nella capitale. Per Mattarella sarà l’occasione di ‘ripassare’ dal vivo l'avventura sudamericana dell'Eroe dei due Mondi, cominciata in Brasile nel gennaio del 1836, ospite della piccola comunità di italiani aderenti alla Giovine Italia. Dopo epiche battaglie durante la 'Guerra de los Farrapos' e l'incontro con Anita, al secolo Ana Ribeiro da Silva, Garibaldi giunse a Montevideo nel 1841. Inizialmente insegno' italiano, francese e matematica e legalizzo la sua unione con Anita nella chiesa di San Francisco. A Montevideo nacquero tre dei loro quattro figli e la piccola Rosita, morta a soli due anni, è ancora sepolta nel cimitero della città. Nel 1848, preceduto da Anita e dai figli, Garibaldi rientrò in Italia per combattere, assieme ai volontari delle camicie rosse, per l'unificazione d’Italia. La casa fu inaugurata quale sede del Museo Historico Nacional nel 1965, cinque anni dopo l'inizio dei lavori di restauro, e l'Associazione "Casa de Garibaldi" la regalò poi allo Stato Uruguaiano.

Finalmente si parla di Spazio

Questa sarà la terza tappa 'spaziale' per Sergio Mattarella durante il suo mandato. Quando a Bariloche il Capo dello Stato visiterà l'Invap, azienda statale argentina che si occupa di aerospazio, il suo sarà l'ennesimo appuntamento con le scoperte scientifiche e tecnologiche che solitamente sono corollario delle esplorazioni. Primo capo di Stato a visitare l'Agenzia spaziale europea a Parigi, due mesi dopo la sua elezione a fine marzo 2015, Mattarella ha voluto entrare nella sede della Nasa a Houston (sotto, nella foto) mentre era in visita negli Usa a metà febbraio 2016, e ora la sosta durante la visita di Stato in Argentina.

Insomma, un interesse che assomiglia a una passione per tutti quei campi che rasentano a tratti la fantascienza e la robotica. E per apparente paradosso nulla hanno a che fare con gli studi giuridici che il Presidente della Repubblica ha seguito e coltivato per tutta la vita. Ma il paradosso è solo apparente. La fascinazione di Mattarella parte dalla constatazione che l'innovazione porta benefici per la salute e la quotidianità delle persone: "Sono potenzialità straordinarie a disposizione dell'umanità", ha detto di recente parlando di ricerca scientifica avanzata. Il centro di tutto, per Mattarella, è e resta l'uomo, la sua salute, la sua felicità. Dunque, lo spazio va esplorato, la Quarta rivoluzione industriale va studiata, vanno messe in campo nuove leggi sul mondo del lavoro e soprattutto una forte innovazione del sistema di istruzione e di ricerca, ha ricordato il Presidente parlando alla riunione del Cotec. Non è un caso se l'Italia, che ospiterà il G7 a maggio e ne deciderà l'agenda, ha proposto ai Capi di Stato che arriveranno a Taormina per il vertice di parlare anche di innovazione e lavoro nell'era della nuova rivoluzione industriale e produttiva. Perchè certo, spazio e robot è bello, ma al centro resta sempre l'uomo.

Il giusto spazio agli interessi economici

Parlare di Spazio significa occuparsi di un settore importante per l’industria italiana nel mondo. In Argentina il capo dello Stato visiterà l'Invap, l'azienda di stato che si occupa di ricerca e che collabora con l'Italia e l'Asi per un progetto avanzato di satelliti per uso civile. La cooperazione che permette ai due Paesi di aprire una porta di accesso al mercato dei dati in cui l'Italia ha una leadership indiscussa sui dati radar in Europa (Cosmo-SkyMed e Sentinel) e nel mondo, anche grazie alla Società e-Geos (partecipata tra Telespazio/Leonardo ed Asi).

L'intero progetto ha un valore complessivo di poco meno di 2 milioni di euro. Le industrie italiane partecipano al progetto sotto contratto di Asi, come la Thales Alenia Space Italia (Tas-I) che fa da capo fila. Diverse sono le Pmi italiane coinvolte nel progetto. Da parte argentina il capofila industriale è Invap. Il progetto Siage è anche uno strumento di sviluppo sostenibile perchè i dati satellitari, ma soprattutto le applicazioni e i servizi spaziali derivanti possono contribuire allo sviluppo socio-economico delle comunità locali. I satelliti del sistema guarderanno e monitoreranno il territorio in qualsiasi condizione meteorologica, di giorno e di notte, con una elevata frequenza di rivisitazione dei siti. Ciò permette di seguire con attenzione i cambiamenti del territorio, del clima, delle acque e di tutto quanto avviene sopra e sotto il territorio: inondazioni, frane, alluvioni, incendi, sviluppo agricolo, urbanizzazione, migrazioni.

"Un'occasione preziosa per le nostre aziende"

Un’occasione preziosa per consolidare il business tra i due Paesi. Spiega Ivan Scalfarotto, sottosegretario allo sviluppo economico: “Le nostre aziende stanno sfruttando le opportunità offerte a livello nazionale (ad esempio con il Plan Belgrano) e locale (fra le altre Ferrovia di Buenos Aires e Sistema idrico di Cordoba). Come spesso accade per il nostro sistema Paese, le grandi aziende italiane (FS e Italferr, Anas, FCA e Pirelli, Ghella, Enel, ecc.) svolgono il ruolo di apripista. Ma anche le aziende di minori dimensioni hanno le conoscenze, le capacità e l'esperienza necessarie per poter agire come player di rilievo sul mercato argentino".

L’abbraccio agli italiani in Sudamerica

Last but not least, l’abbraccio virtuale agli italiani sudamericani. Uno Stato nello Stato, se parliamo di Argentina. Papa Bergoglio e Lionel Messi (foto qui in basso), vantano origini italiane, come pure il presidente Mauricio Macri e il suo storico predecessore Juan Domingo Peron. Sono circa 20-25 milioni, sui 43 milioni di abitanti, gli argentini che possano vantare almeno un nonno emigrato dall'Italia a cavallo tra '800 e '900. Una forza tale da far decidere il governo argentino a istituire la sentitissima giornata dell'Emigrante italiano e che rende il paese sudamericano quello con il maggior numero di iscritti all'Aire, 900.000 su un totale di circa 5 milioni.

Del resto, la storia dell'immigrazione dall'Italia all'Argentina ha un profilo istituzionale oltre che storico, tanto da renderla un modello virtuoso: il fenomeno migratorio fu infatti regolato addirittura da un articolo della Costituzione nel 1853. Una storia cominciata nel Settecento, e che un secolo dopo assume proporzioni tali da diventare un fenomeno sociale, economico e culturale. Si calcola che siano stati circa tre milioni gli italiani che tra il 1870 e il 1970 abbiano preso nave o aereo e siano giunti oltreoceano per cercare fortuna, attirati da una economia in forte sviluppo, da terre da coltivare, dall'aiuto dello Stato. Furono infatti i diversi governi argentini a decidere una vera e propria politica attrattiva per popolare la Pampa e la Patagonia: una legge del 1876 stabilì l'assegnazione di lotti di terreni di 25 ettari gratuiti o riscattabili nel tempo, oltre a spese di viaggio e di prima necessità anticipate o pagate. Per gli acquirenti gli unici obblighi erano quelli della residenza, della costruzione di una casa e della coltivazione delle terre. Il flusso ebbe un andamento regionale, i primi a partire furono Piemontesi, Liguri, Lombardi, poi Veneti e infine Campani. Gli anni più intensi furono quelli tra il 1900 e il 1930 quando giunsero a Buenos Aires circa un milione e mezzo di braccianti italiani pronti a coltivare le nuove terre. Il flusso dall'Italia oggi è ridotto a poche migliaia di persone.

Messi

Casa di Garibaldi a Montevideo

Vazquez e Macri

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