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Almeno 20 milioni di italo-argentini pari a quasi la meta dell'attuale popolazione. Circa 1,5 milioni di italo-uruguaiani, pari al 44% della popolazione. Su questi dati impressionanti si svilupperà la prima visita di Sergio Mattarella in sud America, tra Argentina e Uruguay. Numeri determinati dall'emigrazione italiana che dopo la metà dell'800 registrò flussi impressionanti favoriti dalla mancanza di lavoro in Italia e dalla politica fondiaria dell'Argentina che aveva disperato bisogno di braccia per popolare e coltivare territori sterminati.

Si stima che nell'arco di circa un secolo partirono dall'Italia verso l'Argentina 3 milioni di persone. La storia oggi si ripete e il presidente della repubblica avrà l'opportunità di toccare con mano gli effetti di un'integrazione riuscita e raccogliere antiche storie familiari di povertà e sofferenze. Molto simili a quelle che oggi stanno dietro ai viaggi della speranza attraverso il Mediterraneo. Inevitabile quindi che il tema dei migranti sarà il "fil rouge" della visita di sei giorni del capo dello Stato. Partenza da Buenos Aires, tappa in Patagonia a Bariloche e conclusione a Montevideo. Un'immersione in un'Italia dell'altro mondo, ricca di suggestioni, empatia e facilità di rapporti.

Una missione che non trascurerà il taglio economico con la partecipazione di Mattarella e il ministro Alfano a un "business forum" nella capitale argentina. Che ci sia laggiù "tanta Italia" lo dimostra il fatto che in Argentina addirittura festeggino la "Giornata dell'emigrante italiano" e che in Uruguay il Parlamento abbia formalmente celebrato 70 anni della Costituzione italiana. Intensa l'agenda: la prima giornata a Buenos Aires si aprirà con una sosta altamente simbolica al monumento dei "desaparecidos" dove vedrà una delegazione delle madri de Plaza de Mayo. Quindi, al di là degli incontri ufficiali come quello con il presidente Mauricio Macri alla casa Rosada, Mattarella visiterà una scuola italiana. La seconda giornata sarà centrata sull'intervento che pronuncerà al Congresso a Camere riunite. Tappa di taglio "spaziale" quella di mercoledì 9 maggio a Bariloche, con la visita all'impresa di Stato Invap specializzata in satelliti. Non è la prima di questo tipo per il presidente che ha già visitato l'Esa a Parigi e la Nasa a Houston. Tuffo nella storia infine a Montevideo dove la storia di Giuseppe Garibaldi è ancora viva: il presidente visiterà la casa dove visse l'eroe dei due mondi insieme a Ana Ribeiro da Silva, cioè Anita Garibaldi che sposò proprio in Uruguay. A Montevideo vedrà il Presidente Tabaré Vazquez e pronuncerà un discorso alle Camere.

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